Da Longobucco all’università: la storia di Celestino Tessuti d’Arte e Fendi diventa una tesi di laurea
All’Unical la neo-dottoressa Francesca Martella dedica il suo lavoro di ricerca alla collaborazione tra l’azienda artigiana longobucchese e la maison internazionale. Un riconoscimento al valore contemporaneo della tradizione tessile calabrese
LONGOBUCCO - Quando l'artigianato incontra l'alta moda e la tradizione diventa materia di studio universitario. Accade all'Università della Calabria, dove una tesi di laurea ha raccontato e analizzato una delle esperienze più significative dell'artigianato d'eccellenza calabrese: la collaborazione tra Celestino Tessuti d’Arte di Longobucco e la prestigiosa maison internazionale Fendi.
A firmare il lavoro di ricerca è la neo-dottoressa Francesca Martella, che ha scelto di approfondire un percorso imprenditoriale capace di coniugare identità territoriale, innovazione e dialogo con il mercato globale del lusso.
Per l'azienda longobucchese si tratta di un riconoscimento che va oltre il valore accademico. Vedere la propria esperienza diventare oggetto di studio universitario rappresenta infatti la conferma di un percorso che negli anni ha saputo trasformare una tradizione secolare in una realtà competitiva e riconosciuta anche fuori dai confini regionali.
Al centro della ricerca la valorizzazione dell'antica arte tessile di Longobucco, la lavorazione delle fibre naturali, il recupero delle tecniche tradizionali e la capacità di costruire relazioni con alcuni dei più importanti marchi della moda internazionale.
«Siamo profondamente orgogliosi ed emozionati nel celebrare questo traguardo accademico», sottolineano da Celestino Tessuti d’Arte. «Vedere la nostra storia, la nostra tradizione e la collaborazione con una maison prestigiosa come Fendi trasformarsi in un lavoro di ricerca scientifica rappresenta una soddisfazione immensa».
La tesi evidenzia come il patrimonio artigianale non debba essere considerato soltanto una memoria da conservare, ma una risorsa contemporanea capace di generare innovazione, sviluppo economico e nuove opportunità professionali.
Un messaggio particolarmente significativo per la Calabria, dove numerose tradizioni manifatturiere rischiano di essere percepite esclusivamente come espressioni del passato. L'esperienza di Longobucco dimostra invece che saperi antichi e mercati globali possono dialogare, creando valore e nuove prospettive per le giovani generazioni.
Da qui il plauso dell'azienda alla neo-laureata.
«Questo lavoro dimostra concretamente che il nostro non è solo un patrimonio da custodire con nostalgia, ma una realtà viva e innovativa, capace di dialogare con i vertici della moda mondiale e di ispirare i futuri professionisti del marketing, del design e della comunicazione. Congratulazioni di vero cuore a Francesca per questo brillante traguardo e per aver saputo raccontare, attraverso la sua ricerca, la stoffa di cui è fatto il futuro della nostra terra».
Una storia che parte dai telai di Longobucco e arriva nelle aule universitarie, confermando come l'artigianato d'eccellenza possa diventare non solo economia e cultura, ma anche conoscenza e ricerca.