“Aeroplani di carta”, nel cortile del Codex la poesia di Umberto Romano diventa messaggio di pace
Nel centro storico di Rossano la presentazione del nuovo libro con Amici dell’Arte in CoRo e La Mongolfiera: una serata tra memoria, guerra, infanzia e speranza
CORIGLIANO-ROSSANO - Nel cortile diocesano del Codex, nel cuore del centro storico di Rossano, la poesia è diventata racconto di pace, memoria e speranza. Venerdì 29 maggio, in una serata fresca e partecipata, il sodalizio Amici dell’Arte in CoRo e la casa editrice La Mongolfiera hanno promosso la presentazione dell’ultimo libro di Umberto Romano, “Aeroplani di carta”.
Un incontro culturale attraversato da un messaggio forte e necessario: continuare a credere nei sogni, soprattutto in un tempo segnato da guerre, morte e smarrimento collettivo. A riecheggiare, durante la serata, i versi iniziali del volume: “Possano i sognatori continuare a sognare”.
La narrazione poetica di Romano si muove sulle ali fragili e potenti degli aeroplani di carta. Fogli di quaderno piegati, spinti dal vento, che portano messaggi, attese, desideri. Al centro, l’immagine di un bambino che aspetta il padre partito per la guerra: nei suoi occhi la luce della speranza, sulle ali di carta la preghiera più semplice e struggente: “torna presto”.
Nel libro convivono storia, memoria e innocenza dell’infanzia, ma anche ansie, solitudini e riflessioni sulla vita. Il tempo scorre come un fiume verso il mare, mentre le immagini poetiche si caricano di dolore e di luce: aeroplani di carta, rombi di tuono, cieli squarciati, scie nere, ruscelli che inciampano sulle pietre e sangue degli innocenti.
Eppure, dentro questa materia dolorosa, resta sempre un varco. Resta la possibilità della luce, se si ha il coraggio di vederla e viverla. È questa la forza del volume di Romano: trasformare la nostalgia, la memoria e la ferita in domanda di senso, in desiderio di umanità, in invito alla pace.
Alla serata ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale Tatiana Novello. Sono poi intervenuti Giovanni Spedicati, editore de La Mongolfiera, Giuseppe De Rosis, Franco Cirò, Angelo Broccolo e monsignor Francesco Milito. A dialogare con l’autore è stato Giovanni Soda, mentre il coordinamento dell’incontro è stato affidato a Giusy Stasi.
Particolarmente intense le letture curate dagli Amici dell’Arte, che hanno restituito al pubblico il respiro emotivo del libro, accompagnando i presenti dentro una scrittura fatta di immagini, ferite, ricordi e speranza.
“Aeroplani di carta” è così diventato, nel cortile del Codex, non soltanto un libro da presentare, ma un’occasione per interrogarsi sul presente. Per ricordare che la cultura, quando parla di pace, non resta mai astratta: entra nella carne del tempo, attraversa le paure, custodisce i ricordi e prova a salvare ciò che l’uomo rischia continuamente di perdere.