Torre del Ferro e Acquedotto Romano: un patrimonio nascosto da riscoprire
A Corigliano-Rossano un appuntamento per rileggere la storia di Copia-Thurii: tra tutela urgente e valorizzazione, istituzioni e studiosi si confrontano per salvare e restituire al territorio un patrimonio millenario dimenticato
CORIGLIANO-ROSSANO - Due testimonianze archeologiche di straordinario valore, troppo a lungo trascurate o fraintese, tornano al centro dell’attenzione pubblica: la Torre del Ferro e un antico acquedotto romano. Entrambe le strutture, risalenti a oltre duemila anni fa, rappresentano tasselli fondamentali per comprendere la fase storica di transizione tra Sibari, Thurii e Copia.
Secondo quanto riportato nei documenti ufficiali della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, la Torre del Ferro non sarebbe una costruzione medievale, come spesso si è creduto. Piuttosto, si tratterebbe di una struttura difensiva romana edificata intorno al 194 a.C., in contemporanea con la fondazione della colonia di Copia-Thurii nell’area oggi nota come Parco del Cavallo.
Situata a circa 2,3 chilometri da questo importante sito archeologico, la torre conserva dunque un’origine ben più antica. È possibile che nel Medioevo sia stata rimaneggiata o riadattata, assumendo caratteristiche architettoniche tipiche di quell’epoca, ma la sua base e funzione originaria restano saldamente ancorate al periodo romano.
A poche centinaia di metri dalla torre, un’altra scoperta rafforza questa ricostruzione storica: un acquedotto romano risalente a circa 2200 anni fa. Portato alla luce il 22 agosto 1960 da Ermanno Candido e successivamente documentato nella Carta Archeologica del Quilici, il sistema idrico serviva la città di Copia, captando l’acqua dalle sorgenti di Favella della Corte, tra le più vicine alla costa. Dopo la scoperta, tuttavia, l’acquedotto è stato nuovamente interrato, rimanendo invisibile ma non per questo meno significativo.
Entrambi i siti costituiscono beni archeologici cruciali per la ricostruzione del paesaggio urbano e infrastrutturale dell’antica Copia. La loro valorizzazione potrebbe offrire nuove chiavi di lettura su un periodo storico complesso, segnato dal passaggio dalle colonie greche alla presenza romana nel territorio della Sibaritide.
Proprio con questo obiettivo è stata convocata una prima assemblea pubblica di confronto, volta a coinvolgere istituzioni, studiosi e cittadini nella tutela e nel recupero di queste emergenze archeologiche. L’incontro si terrà sabato 2 maggio alle ore 17.30 presso il Salice Resort di Corigliano-Rossano.
Ad aprire i lavori sarà il vicesindaco Giovanni Pistoia. L’introduzione e il coordinamento saranno affidati a Luca Policastri, presidente dell’associazione “Ritorno a Sybaris e Thurii”. Seguiranno gli interventi di esperti e rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, tra cui Nilo Domanico, Luigi Leotta, l’architetto G. Pino Scaglione, il professor Raffaele Persico, Maria Grazia Minisci e Rosellina Madeo.
L’iniziativa punta a un duplice obiettivo: da un lato salvare la Torre del Ferro, oggi bisognosa di interventi di tutela; dall’altro riportare alla luce l’acquedotto romano, restituendolo alla comunità scientifica e al pubblico.
La sfida è trasformare questi resti, oggi poco conosciuti, in risorse culturali vive, capaci di raccontare una storia millenaria e di contribuire allo sviluppo del territorio.