1 ora fa:Depuratore del nuovo ospedale, Stasi rilancia: «Ora le risorse vadano sulla rete cittadina»
4 ore fa:Trebisacce, Vigili del Fuoco sede permanente: i sindacati ringraziano Piantedosi e Prisco
3 ore fa:Carceri, Rapani difende la riforma: «Più recupero e meno recidiva per chi soffre di dipendenze»
2 ore fa:Villapiana, oggi si insedia il Consiglio comunale: primo giuramento per la sindaca Mariolina De Marco
4 ore fa:Da Corigliano-Rossano l’appello ai sindaci: «Gli invisibili non restino nei magazzini»
25 minuti fa:Gli studenti di Cantinella conquistano il 1° Premio nazionale “Packaging: che fantastica avventura!”
3 ore fa:Cassano vola a Parigi: le sue bellezze in mostra nell’aeroporto di Beauvais
3 ore fa:Castrovillari, Anna De Gaio proclamata sindaco: «Sarò il sindaco di tutti»
55 minuti fa:Amendolara investe sulla salute: inaugurato il Diagnostic Center Paolo Spina al Diego Hospital
2 ore fa:Monsignor Savino ai nuovi sindaci: «Indossate il grembiule del servizio, non i simboli del potere»

Strage di Amendolara, i quattro pakistani morti nell'incendio vivevano a Corigliano-Rossano

1 minuti di lettura

AMENDOLARA - La tragedia di Amendolara assume contorni sempre più inquietanti. Non sarebbe un semplice incidente il rogo del monovolume avvenuto nel primo pomeriggio nell’area di servizio IP lungo la Statale 106, dove quattro persone hanno perso la vita carbonizzate all’interno del veicolo. Secondo gli ultimi sviluppi investigativi, la pista dell’omicidio sarebbe ormai concreta. Due persone sono state rintracciate a Villapiana dagli uomini della Questura di Cosenza e portate negli uffici della Polizia per essere ascoltate dagli inquirenti. Si tratterebbe di due cittadini pakistani ritenuti coinvolti nella vicenda. Le vittime, anche loro di nazionalità pakistana, pare vivessero ad Apollinara, nell’area urbana di Corigliano, a Corigliano-Rossano. È questo il dato che porta la tragedia ancora più dentro il perimetro della Sibaritide e trasforma il caso in una vicenda che attraversa più comunità del territorio: Amendolara, Villapiana, Corigliano-Rossano. Il monovolume è stato trovato distrutto dalle fiamme all’interno della stazione di rifornimento. I corpi erano completamente carbonizzati, circostanza che rende particolarmente complessa l’attività degli investigatori e degli accertamenti medico-legali. Proprio per questo, al momento, ogni ipotesi resta sottoposta al vaglio degli inquirenti. Fin dalle prime ore, però, la dinamica aveva sollevato più di un dubbio. Il veicolo fermo nell’area di servizio, il rogo improvviso, la presenza di quattro persone all’interno e lo stato dei luoghi avrebbero spinto gli investigatori a non considerare l’incidente come pista principale. Sul caso lavorano la Polizia Stradale, la Squadra Mobile di Cosenza e gli altri reparti investigativi intervenuti sul posto. Un ruolo decisivo potrebbe arrivare dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area di servizio e nella zona circostante. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia accaduto nei minuti precedenti all’incendio e se qualcuno si sia avvicinato al mezzo prima che le fiamme lo avvolgessero. Il tratto della SS106 interessato dalla tragedia era stato chiuso temporaneamente per consentire soccorsi, rilievi e messa in sicurezza dell’area. Sul posto erano intervenuti Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Polizia Stradale e personale Anas. Ora la vicenda si sposta sul terreno investigativo più delicato. Bisognerà accertare l’identità certa delle vittime, il movente, il ruolo delle persone rintracciate a Villapiana e la dinamica esatta di quanto accaduto. La Sibaritide resta sgomenta davanti a una tragedia che, ora dopo ora, sembra allontanarsi sempre di più dall’ipotesi dell’incidente. Quattro uomini morti tra le fiamme, un territorio sotto choc e un’indagine che dovrà chiarire se dietro quel rogo ci sia stata una mano criminale.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.