La Transmondanza di Antonio Bevacqua approda a Brooklyn
Un libro-disco che propone una rilettura profonda del fenomeno migratorio: non come perdita o distanza, ma come attraversamento, relazione e possibilità di crescita reciproca
CORIGLIANO-ROSSANO - Dalla Calabria agli Stati Uniti, in un percorso che intreccia musica, pensiero e memoria: dopo la recente presentazione milanese alla Santeria di via Paladini 8, Antonio Bevacqua porta nuovamente La Transmondanza oltreoceano, dando continuità a un cammino artistico e culturale già avviato negli Stati Uniti, dove l’opera è stata presentata anche a Chicago.
Il progetto si sviluppa tra Washington D.C. e New York, due luoghi simbolici in cui la cultura italiana continua a vivere, trasformarsi e dialogare con altre realtà. A Washington, l’incontro si inserisce nel contesto del Bossa Bistro, spazio significativo della scena musicale cittadina, grazie anche all’impegno dell’associazione Italians in DC, attiva nella promozione della cultura italiana e nella costruzione di relazioni tra comunità.
Particolarmente denso di significato è il passaggio a Brooklyn, all’interno del Jalopy Theatre, uno dei principali punti di riferimento internazionali per la world music.
Qui, nei dintorni del Manhattan Bridge, il concerto assume un valore che va oltre la dimensione artistica: si colloca in un luogo-simbolo della storia dell’emigrazione italiana, un territorio che ha custodito, nei decenni, il passaggio di migliaia di vite, sogni, fatiche e trasformazioni.
Non si tratta soltanto di un’esibizione, ma di un ritorno simbolico: portare La Transmondanza in questi spazi significa rimettere in dialogo passato e presente, memoria e visione, in un contesto che ha rappresentato una delle prime soglie dell’incontro tra mondi diversi. Brooklyn diventa così non solo uno scenario, ma una vera e propria geografia dello Spirito, in cui le storie migratorie continuano a generare significato.
Durante gli incontri, Bevacqua presenta La Transmondanza, un libro-disco che propone una rilettura profonda del fenomeno migratorio: non come perdita o distanza, ma come attraversamento, relazione e possibilità di crescita reciproca. La dimensione musicale, parte integrante del progetto, prende forma attraverso i brani dell’opera, oggi rinnovati nella versione “La Transmondanza Remix 2026”, restituendo al pubblico un’esperienza che unisce parola e suono.
Un percorso che, partendo da Corigliano-Rossano, attraversa l’oceano e si misura con luoghi che hanno segnato la storia dell’emigrazione italiana, portando con sé una visione: quella di un mondo in cui i confini non separano, ma diventano spazi di incontro, trasformazione e riconoscimento reciproco.