Rossano si accende di fede e talento: 40 giovani trasformano la Cattedrale in un’opera rock da brividi
“Il Risorto” emoziona e sorprende: prove serrate, passione senza limiti e una comunità che si stringe attorno ai suoi ragazzi. Non è solo spettacolo, è la prova che il centro storico è vivo
CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un’energia nuova che attraversa i vicoli millenari del centro storico di Rossano, un’energia che sa di passione, sacrificio e bellezza. Nella cornice maestosa della Cattedrale di Maria S.S. Achiropita, la comunità ha vissuto un momento di altissima intensità emotiva e spirituale con la messa in scena de "Il Risorto", l’opera rock che chiude un cerchio magico aperto dai giovani dell’Unità Pastorale.
Ciò che colpisce di questa bella rappresentazione non è solo la grandezza dell’opera, ma la velocità e la dedizione con cui è stata realizzata. Reduci dal successo del musical dedicato a San Francesco e Santa Chiara, questo gruppo instancabile non si è fermato. In tempi record, con una dedizione che sfida la stanchezza, i ragazzi hanno affrontato giornate e serate di prove serrate, creando in un laboratorio di creatività e condivisione.
Non sono solo attori, cantanti o ballerini; sono il volto più bello di Rossano. Oltre quaranta giovani del centro storico bizantino hanno scelto di mettersi in gioco, dimostrando che la cultura e la fede possono essere linguaggi moderni, capaci di aggregare e far sognare.
Lo spirito di gruppo è stata la vera forza, la capacità di fare "squadra", sostenendosi a vicenda nei momenti di difficoltà.
Se il precedente lavoro sui santi Francesco e Chiara ci aveva mostrato la bellezza della povertà e dell'umiltà, "Il Risorto" ha spostato l'asticella ancora più in alto. È il racconto della speranza che vince la morte, narrato con la potenza degli strumenti moderni.
Vedere questi ragazzi popolare la Cattedrale, cuore pulsante della nostra identità, è la prova che il centro storico è tutt'altro che un museo: è un luogo vivo, dove le nuove generazioni sanno ancora emozionarsi e, soprattutto, emozionare.
L’appuntamento nella Cattedrale Achiropita non è stato dunque solo uno spettacolo, ma l’abbraccio di una città ai suoi giovani, che con il loro impegno ci ricordano le parole di un grande saggio: “Il tempo speso per la bellezza non è mai tempo perso, è eternità guadagnata”.
Dietro l'entusiasmo di questi quaranta ragazzi c'è stata una spinta fondamentale: quella del parroco dell’Unità Pastorale del Centro Storico don Pietro. Non si è limitato ad aprire le porte della Cattedrale, ma è stato il primo sostenitore di questa "folle" e bellissima impresa.
Con pazienza e visione, ha incitato i giovani ad andare avanti anche quando la stanchezza delle prove si faceva sentire, ricordando loro che l'arte è una forma altissima di preghiera. La fiducia di don Pietro ha trasformato la parrocchia in un cantiere di vita, dimostrando che quando i pastori camminano accanto ai giovani, non esistono traguardi impossibili, nemmeno preparare un'opera rock in tempi record.