I Riti della Settimana Santa a Rossano: la Città entra nel cuore della Pasqua
Dall’alba del Venerdì Santo alla Veglia Pasquale: fede, tradizione e identità si intrecciano nei riti più intensi dell’anno
CORIGLIANO-ROSSANO – Se c’è un momento, ogni anno, in cui la zona antica di Rossano si ferma, abbassa la voce e si mette in cammino, quello è il tempo della Passione. È il tempo in cui la città torna comunità, e la fede si fa rito, gesto, appartenenza. Sono i Riti della Settimana Santa
Per il Venerdì e il Sabato Santo 2026, l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e la Confraternita Maria SS. Addolorata hanno ufficializzato un programma che affonda le radici nella tradizione e che, ancora una volta, promette di attraversare l’anima della città.
Si comincia prima dell’alba. Alle 5 del mattino, quando Rossano è ancora sospesa tra notte e giorno, l’uscita della Congrega apre il Venerdì Santo con la Via Crucis mattutina.
Un momento tra i più intensi e suggestivi, segnato dal silenzio e dalla preghiera, che accompagna i fedeli lungo un percorso interiore prima ancora che cittadino.
Alle 9:30, il rientro in Cattedrale per l’Ufficio delle Letture. Il pomeriggio entra nel vivo alle 16:00 con l’Azione Liturgica della Passione e morte del Signore, presieduta dall’Arcivescovo S.E. Mons. Maurizio Aloise.
Ma è alle 18:30 che la città si trasforma. Parte la Processione dei Misteri, uno dei riti più attesi e identitari, capace ogni anno di richiamare fedeli e visitatori lungo le vie del centro.
Ad accompagnare il corteo, le note del Complesso Bandistico “Nicola Gorgoglione” di Pietrapaola, che scandiscono il passo lento e solenne della processione, amplificando il senso di raccoglimento.
Dopo il dolore del Venerdì, arriva il tempo sospeso del Sabato Santo. Alle 8:30, ancora in Cattedrale, l’Ufficio delle Letture. Poi le porte della chiesa dell’Addolorata resteranno aperte fino alle 20:00, offrendo ai fedeli uno spazio continuo di preghiera davanti al Cristo Morto e alle statue dei Misteri.
È il giorno del silenzio, della meditazione, dell’attesa. Il passaggio decisivo arriva alle 22:00, con la Veglia Pasquale in Cattedrale, presieduta dall’Arcivescovo Aloise.
È la madre di tutte le veglie, il momento in cui la liturgia rompe il silenzio e annuncia la Resurrezione.
Dalla notte alla luce, dal dolore alla speranza. Non è solo un calendario di appuntamenti. È un racconto collettivo che si rinnova ogni anno. La Pasqua a Rossano resta uno dei momenti più forti di identità condivisa, dove tradizione, fede e memoria si intrecciano, restituendo alla città il senso più profondo del suo essere comunità.
Perché, qui, la Passione non è solo una rievocazione. È un’esperienza viva.