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“D’Istruzione Pubblica”, il terzo capitolo della trilogia di Greco e Melchiorre: la scuola come ultimo baluardo

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CARIATI - Quando la loro macchina da presa attraversò Cariati per raccontare una comunità che difendeva il diritto alla salute, nessuno immaginava quanto quel passaggio sarebbe stato decisivo. Oggi, dopo “PIIGS” e “C’era una volta in Italia”, Federico Greco e Mirko Melchiorre completano la trilogia con “D’Istruzione Pubblica”, un docufilm che affronta il tema che tiene insieme tutti gli altri: la scuola, la conoscenza, la formazione dei cittadini.

«Durante le proiezioni di C’era una volta in Italia, nel 2023, molte persone ci chiedevano di occuparci di scuola. Questo ci ha spinto a informarci e a capire che in effetti la scuola, l’istruzione, la cultura, sono il tema dei temi», spiegano i registi.

L’esperienza vissuta a Cariati e in Calabria ha inciso profondamente sulla costruzione del nuovo film. «In quest’ultimo caso non si tratta solo di un problema economico, di austerità e tagli. L’attacco frontale alla scuola, iniziato con la riforma Bassanini-Berlinguer, è il tentativo di aziendalizzare la conoscenza, di metterla sul mercato. Il che significa cancellarla, non semplicemente modificarla», affermano.

Per Greco e Melchiorre, la scuola è il luogo dove si formano cittadini critici: «Difendere la scuola pubblica significa difendere la possibilità stessa di capire, scegliere, ribellarsi. Il tema della scuola comprende tutti gli altri temi».

Come nei lavori precedenti, anche in questo film la musica ha un ruolo centrale. «Roger Waters ci ha regalato i diritti di Another Brick in the Wall – Part II, un brano perfetto per raccontare la rabbia contro l’attacco ultratrentennale alla conoscenza e le lotte di studenti e docenti contro riforme letali per l’istruzione».

Tra i luoghi chiave del racconto c’è Torino, scelta per la presenza di un istituto che resiste alla logica della chiusura e degli accorpamenti. «Abbiamo trovato una situazione simile a quella di Cariati: una scuola che resiste con le unghie e con i denti. Riteniamo necessario offrire esempi virtuosi di lotta e ribellione allo status quo».

Il film racconta anche la frattura territoriale del Paese: «È la naturale conseguenza dell’ideologia neoliberista e della competizione. Le periferie e le zone rurali vengono svuotate di istituzioni pubbliche e servizi essenziali».

Greco e Melchiorre rivendicano un approccio lontano dagli stereotipi: «Facciamo cinema, non giornalismo d’inchiesta. Non ci interessano gli epifenomeni, ma smascherare il quadro sistemico».

La grammatica visiva unisce storie locali e analisi macroeconomica e politica: «L’ironìa è un ingrediente fondamentale per rendere accessibili riflessioni spesso tragiche».

Distribuito da OpenDDB, il film è accompagnato da dibattiti e incontri con studenti e docenti. «Dopo quasi ogni proiezione c’è un dibattito serrato. Le prime proiezioni sono già sold out e il confronto è anche feroce», raccontano.

Alla domanda se la scuola pubblica si possa ancora salvare, rispondono senza ambiguità: «Solo se si comprende la natura dell’attacco che sta subendo: la trasformazione della conoscenza in competenze al servizio del mercato».

E sul ruolo del film nei territori che resistono: «Proiezioni ovunque, partecipate e conflittuali».

Dopo questo terzo capitolo, il futuro è ancora in fase di elaborazione: «Stiamo ragionando su varie idee. Ci interessa molto un tema fondamentale e complessissimo: come i governi usano la guerra contro i loro stessi popoli».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.