Maltrattamenti in famiglia, arrestato 31enne a Corigliano-Rossano
L’uomo è stato fermato dalla Polizia di Stato in flagranza differita dopo presunte minacce di morte alla compagna convivente
CORIGLIANO-ROSSANO – Un uomo di 31 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Corigliano-Rossano con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna convivente. L’arresto, eseguito lo scorso 13 giugno dagli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza, è avvenuto in flagranza di reato differita nell’ambito delle attività di contrasto alla violenza di genere coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda si inserisce in un contesto familiare caratterizzato da una relazione divenuta nel tempo sempre più difficile e segnata da presunte condotte aggressive, sia fisiche che verbali, nei confronti della donna. Diversi gli episodi documentati e ricostruiti attraverso l’attività di polizia giudiziaria.
Nel pomeriggio del 13 giugno, la persona offesa avrebbe ricevuto dal compagno numerosi messaggi dal contenuto intimidatorio e offensivo. Nei messaggi, secondo quanto riferito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe minacciato di ucciderla qualora non avesse ritrattato le dichiarazioni rese, affermando di essere disposto ad affrontare anche l’eventualità dell’arresto.
Dopo aver acquisito il consenso della donna all’estrapolazione dei messaggi, gli agenti della Squadra Volante hanno rintracciato il presunto responsabile procedendo all’arresto in flagranza differita ai sensi dell’articolo 382 del Codice di procedura penale.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura di Castrovillari, il trentunenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Castrovillari. Successivamente, nel corso dell’udienza di convalida tenutasi il 16 giugno, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere e sull’importanza della denuncia e del sostegno alle vittime. Fondamentale, in questi casi, il lavoro coordinato tra magistratura, forze dell’ordine, servizi sociali, associazioni di volontariato e operatori sanitari, chiamati a garantire protezione e assistenza a chi si trova intrappolato in situazioni di violenza fisica, psicologica o economica.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Nel prosieguo delle indagini e del procedimento giudiziario potrebbe emergere anche l’assenza di responsabilità a suo carico.