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Addio a Cataldo Perri, la Calabria perde l'ultimo romantico della Tarantella

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CARIATI – Se ne va in punta di piedi, com’era nel suo stile. Ma dietro di sé lascia un’eco dirompente. Un rumore buono, fatto di corde di chitarra battente pizzicate con dolcezza e ostinazione, di storie mediterranee attraversate dal vento del Sud, di un’umanità generosa che non ha mai smesso di cercare la luce anche nei giorni più duri.

Cataldo Perri è morto oggi a Cariati. Medico, musicista, scrittore, uomo delle radici. Aveva fatto della sua vita un mosaico di talenti e di coraggio, un cammino doppiamente vissuto: prima da medico, poi da paziente, senza mai spegnere la sua vocazione più grande, quella di raccontare — con le dita, con la voce, con le parole — la bellezza fragile e potente della Calabria.

«Medico per mangiare, musicista per vivere»: così amava presentarsi. E nella sua ironia c’era una verità semplice e luminosa. La musica era il suo respiro profondo, la sua forma di preghiera, la sua ribellione al dolore.

Con la chitarra battente aveva costruito un linguaggio tutto suo: antico e modernissimo, radicato e universale. Con lei aveva attraversato palchi italiani e stranieri, aveva raccontato viaggi, esili, ritorni, mari e approdi. Aveva inciso dischi che oggi diventano ancora più preziosi — Rotte saracene, Bastimenti, Guellarè, Calarbresh — ognuno una finestra aperta sulla memoria e sull'identità mediterranea.

La Tarantella di Cariati, un inno che adesso suona come un saluto

Tra tutte le sue creazioni, ce n’è una che oggi risuona con una forza speciale: la “Tarantella di Cariati”. Un brano che non era soltanto ritmo, tradizione o virtuosismo: era un atto d’amore puro per la sua terra, un’ode che trasformava la cittadella sullo Jonio in un luogo epico, danzante, quasi sacro.

La Tarantella di Cariati era la sua firma, il suo manifesto: la prova che la Calabria, quando è guardata con lo sguardo giusto, può diventare poesia, colore, movimento, orgoglio. Da oggi quella tarantella è anche una forma di addio — un saluto che vibra sulle corde come un soffio d’aria marina.

Nel 2010 la sua vita cambiò per sempre. La diagnosi — un tumore aggressivo — lo mise dall’altra parte della barricata: da medico diventò paziente. Ma non si lasciò definire dalla malattia. La attraversò con una forza rara, trasformandola in testimonianza, riflessione, musica, perfino in ironia.

I suoi libri — Ohi Dottò, Malura, Condoglianze vivissime — sono un patrimonio prezioso. Raccontano il dolore senza mai cedere al patetico, trasformano la fragilità in un gesto di bellezza. E mentre descrivono i reparti, le TAC, le attese, le paure, riescono comunque a far filtrare una luce sorprendente: quella di chi sa che la vita, nonostante tutto, merita di essere celebrata.

La Calabria perde un interprete irripetibile

La scomparsa di Cataldo Perri lascia un vuoto profondo nella cultura calabrese. Non solo per la sua musica, non solo per il suo talento, ma per la sua capacità di incarnare un’identità, di dare voce a una terra spesso raccontata dagli altri, raramente da chi la conosce dall’interno e la ama con misura e sincerità.

Cataldo Perri era un maestro, nel senso più pieno. Non un divo, ma un riferimento: per i musicisti, per gli scrittori, per chi cerca nella tradizione una possibilità di futuro.

In questo 12 dicembre che segna la sua partenza, resta l’eredità più forte: le corde della sua chitarra continueranno a vibrare. Le sue storie continueranno a circolare. E quella Tarantella — la sua Tarantella — continuerà a essere un inno alla bellezza possibile, ostinata, indimenticabile di questa terra.

Perché Cataldo Perri non ha semplicemente suonato la Calabria.
L’ha fatta danzare.
E continuerà a farla danzare ancora.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.