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«Salma decomposta, impossibile l’autopsia». Chiesti 5 milioni di risarcimento al comune di Corigliano Rossano

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CORIGLIANO-ROSSANO- Cinque milioni di risarcimento danni chiesti al comune di Corigliano Rossano. A tanto ammonta la richiesta presentata dall’avvocato Angelo Altomari, del foro di Cosenza, per le circostanze post mortem sul decesso di Emilio Le Pera, residente in città, avvenuto lo scorso 2 luglio.

Per far luce su tutta la questione, la famiglia incarica l’avvocato che inoltra prima formale querela e poi la richiesta di risarcimento milionario.

L’uomo muore – si legge nella comunicazione inviata via pec al comune ed al sindaco – in «circostanze da verificare nel cantiere di lavoro ubicato in Vaccarizzo Albanese» e così «la Procura della Repubblica di Castrovillari nell’aprire un fascicolo penale al fine di individuare le responsabilità della tragedia», dispone «l’autopsia», ordinando che la salma «venisse custodita presso i locali ubicati nel cimitero comunale di Corigliano Rossano, area Corigliano Calabro, laddove sussiste un locale idoneo per la conservazione del corpo inattesa dello svolgimento della necroscopia».

Il 7 luglio alle 12,00, il sostituto procuratore di Castrovillari, Valentina Draetta, fissa il conferimento dell’incarico «onde provvedere ad effettuare l’autopsia sul corpo del povero Emilio Le Pera, al fine di conoscere le cause del decesso avvenuto sul cantiere di lavoro».

L’esame autoptico viene disposto per lo stesso giorno alle 14,30 «nella camera mortuaria del cimitero dell’area urbana di Corigliano, comune di Corigliano-Rossano». Ed a quell’ora, puntuale, iniziano le operazioni peritali. Ma «verso le 15,45 dello stesso giorno i miei assistiti venivano informati dallo scrivente a sua volta informato dal medico legale della parte offesa – prosegue l’avvocato Altomari nella richiesta – che incredibilmente la necroscopia non era stata eseguita a causa della “putrefazione del corpo del sig. Le Pera Emilio”» .

All’avvocato viene riferito che «la salma del defunto, risultava in evidente stato di decomposizione a causa della circostanza che la stessa non era stata conservata adeguatamente, ovvero non erano state adottate i “normali” criteri di conservazione».

La salma è, quindi, riconsegnata ai familiari «totalmente decomposta e, soprattutto, nella impossibilità di essere esaminata per capirne le cause della morte, oltre alla circostanza che a nessuno dei familiari a seguito della suddetta “putrefazione” è stata data la possibilità di vedere la salma del povero marito-genitore per un’ultima volta, quindi di poter fare l’ultimo saluto».

Il legale della famiglia sottolinea come gli avvenimenti stiano «creando enormi danni psichici, morali, materiali ai miei clienti, ed è indubitabile responsabilità di codesto Ente Comunale, nella qualità di responsabilità extracontrattuale – detta anche “aquiliana” – la quale insorge quando un soggetto, in violazione del principio del neminem laedere, provoca ad altra persona un danno ingiusto, con conseguente obbligo al risarcimento del danno».

«Infatti il gravissimo danno – si legge ancora nella richiesta di risarcimento danni – non ha permesso l’esecuzione dell’esame necroscopico e quindi con molta probabilità non permetterà di conoscere, ad ora, le cause della morte del sig. Emilio Le Pera, giacché il corpo martoriato è stato abbandonato e distrutto, a causa delle condotte omissive e commissive dei responsabili che avevano in custodia la salma, i quali sin dal deposito della stessa, ovvero 2 luglio 2021 al 6 luglio 2021, non hanno in alcun modo vigilato e/o verificato lo stato del cadavere».

Cinque milioni per «danno ingiusto»

Fin qui i fatti descritti dal legale, che termina esponendo «formale messa in mora e risarcimento danni per il danno ingiusto provocato nei confronti del “de cuius” Emilio Le Pera e conseguentemente degli eredi oggi richiedenti, quantificati in complessive euro 5.000.000».

La richiesta è stata inviata al comune lo scorso 23 luglio ed entro la metà di agosto Altomari ricorrerà alla «magistratura competente al fine di permettere il riconoscimento economico per la grave responsabilità in cui l’Ente è in corso».

Lo scorso 6 luglio, su disposizione dell’autorità giudiziaria, i carabinieri avevano posto sotto sequestro la camera mortuaria del cimitero di Corigliano.

FONTE: CORRIERE DELLA CALABRIA

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.