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Comune di Rossano: "Garantiti gli interessi delle famiglie meno abbietti"

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ROSSANO – Nessun balzello, sulla quantificazione dei tributi abbiamo lavorato con coscienza e con il solo intento di rendere meno gravosa la pressione fiscale sulle tasche cittadini, soprattutto dei meno abbienti. Purtroppo paghiamo caramente le incertezze e il caos amministrativo del Governo centrale. Tutti gli aumenti che riguardano l’IMU andranno a rimpinguare anche le casse dello Stato. Rimane saldo, però, il principio che sulla prima casa, grazie alla proficua e attenta programmazione dell’Amministrazione Antoniotti, nel Centro storico e contrade non si pagherà l’imposta municipale unica, mentre allo Scalo saranno soggette a tassazione solo le grandi abitazioni. Sulla TARSU, invece, si sono registrati fisiologici aumenti, obbligati dalle direttive della Corte dei Conti, che, però, sarebbero potuti essere ancora più pesanti se solo avessimo optato per l’introduzione del nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi (TARES). L’Amministrazione comunale precisa rispetto alle critiche sollevate attraverso la stampa dai Gruppi consiliari di minoranza, riguardo alle scelte adottate dall’Esecutivo sulla modulazione dei tributi comunali. In fase di programmazione dei tributi abbiamo cercato di mantenere ben salda la linea di coerenze rispetto all’azione amministrativa, agevolando quanto possibile le famiglie e le categorie meno abbienti. Allo stesso tempo, però, abbiamo dovuto far fronte alla perenne indecisione dello Stato centrale che ha portato i comuni ad adottare il bilancio di previsione 2013 solo a fine anno, inserendo solo nell’ultima manovra finanziaria alcune voci d’incasso, tra cui l’IMU e la TARES, alle quali gli enti locali hanno dovuto far fronte. Sull’imposta municipale unica, nonostante le nuove direttive statali, siamo riusciti a tutelare la prima casa. Pur variando le aliquote, infatti, non si registreranno aumenti sui corrispettivi da versare. Riguardo, invece, la tassa sui rifiuti, è stata mantenuta in vigore la vecchia TARSU evitando la mannaia fiscale, soprattutto alle attività commerciali, che invece si sarebbe palesata con l’adozione della TARES. Tutto il resto è polemica strumentale che vorremmo si tramutasse in un confronto maggiormente costruttivo, per il bene della Città e, ripetiamo, dei più bisognosi. Rimaniamo, infatti, scandalizzati nel registrare che qualche rappresentante della minoranza, nonché assessore provinciale al Bilancio, si spenda tanto nella critica alle gestione delle casse dell’Ente, dimenticando, però, le inadempienze della Provincia. La stessa che ormai da oltre due anni, continua a non trasferire i circa 60mila euro destinati ai diversabili. Forse, invece di continuare a sparare a zero, questi signori farebbero bene a impegnarsi affinché sia riattivato nel più breve tempo possibile il servizio di assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole superiori. Che, invece, il Comune di Rossano, pur tra mille sacrifici e difficoltà, continua a garantire. L’Aumento IMU – spiegano gli uffici – che di fatto è solo fittizio, è stato sostanzialmente provocato dall’adozione del DL 133/2013, approvato lo scorso 30 novembre 2013, successivamente all’approvazione del bilancio di previsione comunale. Con tale decreto è stata di fatto istituita la “Mini IMU”. Vista l’impossibilità normativa a poter modificare il regolamento dell’imposta municipale unica, riportando l’aliquota al di sotto dei livelli standard, gli uffici comunali sono stati costretti a rimodularli in corso d’opera. Anche se, nel concreto, tale variazione non influirà affatto sulle tasche della stragrande maggioranza dei cittadini, soprattutto del ceto medio e delle categorie meno abbienti. Ecco alcuni chiari esempi. L’imposta municipale unica – spiegano – è proporzionata ai nuclei familiari: con il principio di massima che più la famiglia è grande, meno si paga. Nel Centro storico e nelle contrade la totalità delle utenze non pagherà, se si considera che un cittadino single proprietario di un’abitazione fino a 10 vani, non è soggetto a imposta. Allo Scalo: una famiglia senza figli a carico che possiede un’abitazione di tipo economico 5,5 vani più box, non paga. Un’unità abitativa comprensiva di abitazione e mansarda, con una rendita catastale complessiva superiore a 400 euro (13 vani circa) di proprietà di una famiglia con due figli, sarà soggetta a un’imposta di 41,28 euro. – Riguardo, in ultimo, alle comunicazioni di accertamento delle imposte, si tratta di un compito gravoso ma doveroso per ogni Ente chiamato a tenere in equilibrio i conti e soprattutto nel rispetto di tutti quei cittadini che puntualmente pagano le tasse. L’obiettivo è quello di incamerare il credito pregresso, a solo interesse delle casse comunali.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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