10 ore fa:Alluvione a Pietrapaola: ristori fino a 5mila euro per le case danneggiate
12 ore fa:Pesca in crisi, l’appello di Martilotti: «Serve un piano straordinario per salvare imprese e lavoro»
11 ore fa:Caro carburanti, altri 5 milioni all’agricoltura calabrese. Aceto: «Ora arrivino subito alle imprese»
9 ore fa:Villapiana, scontro sui conti GSE: «Fondo rischi dimezzato senza un accordo firmato»
12 ore fa:Il treno per Taranto cambia orario, Corigliano-Rossano resta fuori: «Servono bus coordinati»
13 ore fa:Capitaneria di Porto Montegiordano: il Primo Luogotenente Giacomo Nisi subentra a Vincenzo Castronovi
10 ore fa:Sinergia tra industria e mercato immobiliare: siglata l'intesa tra Confindustria Cosenza e FIAIP
11 ore fa:Trebisacce, le sinistre in piazza contro guerra e carovita: domani il presidio
9 ore fa:All'I.C. Mandatoriccio con il progetto "We care" la scuola incontra i nonni per riscoprire le tradizioni
13 ore fa:Saracena, via il cemento da via Casini: 105mila euro per recuperare il cuore del borgo

Codex Rossanensis, le strategie di Mons. Satriano

1 minuti di lettura
di SAMANTHA TARANTINO  Dare nuovo impulso agli studi sul Codex, promuoverne la conoscenza nelle scuole a partire dai più piccoli, prendere consapevolezza del bene che la città custodisce. Sono queste alcune delle iniziative di cui si è discusso nel corso della conferenza stampa, dalla quale è emersa la volontà di far conoscere la storia rossanese in primis ai rossanesi. Partendo proprio dalle aule scolastiche: "Attraverso il nostro canale privilegiato degli insegnanti di religione – ha affermato l'Arcivescovo Satriano – ci muoveremo in tale direzione. Già avevo immaginato qualcosa di analogo per far conoscere meglio la straordinaria figura di San Nilo, che qui è assolutamente sconosciuto ai più. Inseriremo in tale percorso anche il Codex Purpureus Rossanensis del quale tutti dovranno conoscere il valore inestimabile". Il prezioso testo sacro, al quale è riconosciuto uno straordinario pregio religioso e artistico costituisce un percorso ideale che racchiude l'intera città di Rossano, pregna di storia e di valori da diffondere. Si potrebbe parlare di un itinerario sacro e storico allo stesso tempo, che leghi la montagna sacra rossanese, l’Άγιον Όρος, che pullulava di monaci eremiti ed anacoreti, con l’intero territorio della Sibaritide. Possiamo solo immaginare come l’esigenza di spiritualità spingeva queste umili figure ad inoltrarsi nel fitto dei boschi e rifugiarsi in giacigli di fortuna tra le grotte che costellano la montagna. Anche le grotte, ad esempio, potrebbero costituire un corridoio storico artistico, per far emergere anche a Rossano, sul modello di altre città italiane, la storia di una civiltà rupestre. In tale contesto si inserisce la necessità di dare impulso a nuovi studi per "risolvere questioni ancora irrisolte" legate al Codex. Sono ancora tutte aperte, infatti, le ipotesi su chi abbia portato il Codex a Rossano e questioni di carattere puramente filologico circa la composizione delle lettere vergate in argento e in oro, o l’uso dei pigmenti utilizzate nelle sacre pagine. Ovviamente, il Codex, che ricordiamo, sarà esposto in una teca speciale non sarà sfogliabile e quella visibile sarà sempre la stessa pagina, accompagnati da pannelli multimediali che ne permetteranno la visione virtuale. Con tale patrimonio l’opportunità è da prendere al volo, per far diventare la città di Rossano un museo a cielo aperto. Abbiamo tutto, basta solo valorizzare nel giusto modo. La città potrebbe diventare un polo turistico di tutto rispetto, con case museo, laboratori didattici, in cui magari riprodurre scene di vita quotidiana del periodo bizantino, medievale, fino ai giorni d’oggi. Partiamo con il far conoscere ai bambini e poi ai ragazzi, la storia del Codex e dell’intero territorio nelle scuole. Ora abbiamo la possibilità di partire, finalmente, saliamo su questo treno prima che riparta lasciandoci a piedi.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.