Sostegno, il Nord-est della Calabria è appeso alle supplenze: 679 posti su 1.239 sono a tempo
Più di un posto su due compare tra le disponibilità per incarichi a tempo determinato pubblicate dall’ATP di Cosenza. E 676 su 679 scadono il 30 giugno. L’organico strutturale copre appena il 39,1% dell’intero fabbisogno territoriale
CORIGLIANO-ROSSANO – Il sostegno scolastico nella Calabria del nord-est non poggia su fondamenta stabili. Ogni settembre deve essere ricostruito, per più della metà, attraverso incarichi a tempo determinato. Non si tratta di una percezione sindacale né di una stima ricavata dal numero delle domande: lo dice l’incrocio tra i prospetti ufficiali dell’organico e le disponibilità pubblicate dall’Ambito territoriale di Cosenza per l’anno scolastico 2026/27.
Nelle istituzioni scolastiche aventi sede nei 58 comuni della Sibaritide-Pollino, il fabbisogno complessivo raggiunge 1.239 posti equivalenti di sostegno. Di questi, 679 — il 54,8% — compaiono nel contingente destinato agli incarichi a tempo determinato. In sostanza, più di un posto su due necessario per accompagnare il percorso scolastico degli alunni con disabilità passa dalle supplenze.
Il dato emerge dall’elaborazione dei quattro prospetti di adeguamento dell’organico di sostegno pubblicati il 10 agosto e del successivo quadro delle disponibilità per gli incarichi a tempo determinato del 26 agosto.
Il sostegno per grado scolastico

Il dato delle supplenze è composto da 673 posti interi e 12 spezzoni pari a metà cattedra, che corrispondono ad altri sei posti equivalenti. I 679, quindi, non rappresentano necessariamente 679 persone fisiche: gli spezzoni possono essere accorpati oppure assegnati separatamente. Rappresentano, però, la quantità di lavoro che il sistema scolastico mette a disposizione attraverso contratti a termine.
Ed è sulla durata di quei contratti che il quadro diventa ancora più netto. Soltanto tre posti equivalenti risultano disponibili fino al 31 agosto. Gli altri 676, il 99,6%, arrivano al 30 giugno, cioè al termine delle attività didattiche.
La precarietà, quindi, non costituisce una componente marginale del sostegno. È il meccanismo attraverso il quale viene garantita oltre metà del servizio.
Organico di diritto e supplenze non sono la stessa cosa
I due dati non devono essere sovrapposti. L’organico di diritto descrive i posti riconosciuti come strutturali; l’organico di fatto comprende quelli aggiunti successivamente per rispondere alle esigenze effettive degli alunni. La distinzione tra tempo indeterminato e tempo determinato riguarda invece il contratto con cui ciascun posto viene coperto.
Per questo i 755 posti in organico di fatto non coincidono matematicamente con i 679 posti destinati agli incarichi a termine. Anche un posto in organico di diritto può essere assegnato a un supplente quando è vacante, mentre alcune necessità dell’organico di fatto possono essere coperte attraverso utilizzazioni, assegnazioni provvisorie o altre operazioni annuali.
Resta il dato politico e amministrativo: dei 1.239 posti complessivamente necessari, appena 484, il 39,1%, appartengono alla dotazione strutturale. Gli altri 755, pari al 60,9%, devono essere autorizzati attraverso l’adeguamento alla situazione reale delle scuole.
Significa che sei posti di sostegno su dieci emergono fuori dalla programmazione ordinaria, nonostante rispondano a esigenze che difficilmente possono essere considerate occasionali.
La mappa territoriale

Corigliano-Rossano di fatto concentra quasi metà dell’intero fabbisogno territoriale: 576,5 posti equivalenti, dei quali 332,5 destinati agli incarichi a termine. In termini assoluti è il cuore del fenomeno.
Le percentuali più elevate emergono a Rocca Imperiale e Mormanno, dove i numeri complessivi sono però più contenuti. Tra i poli scolastici maggiori spiccano invece Cariati, con 51,5 posti a tempo su 76, e Cassano all’Ionio, con 59 su 96. A Trebisacce si arriva a 49 su 99; a Castrovillari a 54 su 122,5.
Il diritto alla continuità didattica
Dietro questi numeri non esiste soltanto una questione occupazionale. Ogni posto assegnato annualmente porta con sé il rischio di interrompere una relazione educativa costruita tra docente, alunno, famiglia e classe. La continuità sul sostegno non è un accessorio organizzativo: è parte della qualità stessa dell’inclusione.
Se un territorio manifesta stabilmente la necessità di 1.239 posti, ma ne riconosce come strutturali soltanto 484 e ne rimette 679 nel circuito degli incarichi a termine, il problema non può più essere definito contingente. È una distanza strutturale tra il bisogno certificato delle scuole e il modo in cui quel bisogno viene amministrato.
La disabilità, dunque, non è un’emergenza stagionale. L’organico del sostegno continua invece a essere trattato come se lo fosse.