Ritrova il portafoglio con 1.600 euro e restituisce tutto: «La nostra città è fatta anche di persone come Patrizia»
La testimonianza del signor Aurelio, emigrato in Germania e tornato in vacanza a Rossano. Il ringraziamento alla donna che gestisce un chiosco in c/da Leuca: «Insieme ai soldi ho ritrovato qualcosa che vale ancora di più: la fiducia nelle persone»
CORIGLIANO-ROSSANO - Oggi vi raccontiamo una storia che mostra il volto bello della nostra terra. Protagonisti un uomo e un portafoglio smarrito con all’interno tutti i documenti e 1.600 euro. Da lì l’angoscia di non riuscire più a recuperarlo e, poco dopo, una notifica ricevuta su Instagram. Dall’altra parte dello schermo qualcuno lo stava cercando per restituirgli ogni cosa, senza aver trattenuto neppure un centesimo.
È una storia semplice, ma capace di restituire fiducia nelle persone, quella raccontata dal signor Aurelio, residente in Germania e profondamente legato a Rossano, dove torna ogni volta che ne ha la possibilità.
«Ci sono storie che vale la pena raccontare - esordisce Aurelio -. Questa estate, durante le mie vacanze a Rossano, mi è successa una cosa che difficilmente dimenticherò. Io vivo in Germania, ma quando posso torno sempre con piacere a Rossano, nella mia terra».
Aurelio stava trascorrendo un periodo di vacanza nella zona del Lido Sant’Angelo, dove possiede una villetta, quando si è accorto di aver perso il portafoglio: «Dentro avevo tutti i miei documenti, la patente, la tessera sanitaria e il conto corrente della banca. E avevo anche 1.600 euro, che mi servivano per pagare una ricevuta».
In pochi istanti, alla preoccupazione per la somma smarrita si è aggiunto il pensiero delle numerose difficoltà burocratiche che avrebbe dovuto affrontare. «Quando mi sono accorto di averlo perso, potete immaginare come mi sono sentito. In quei momenti inizi a pensare a tutto: ai documenti da rifare, alle carte, ai problemi che dovrai affrontare e, naturalmente, anche ai soldi».
Quando ormai sembrava difficile sperare di recuperare quanto perduto, sul telefono di Aurelio è comparsa una notifica su Instagram: «Qualcuno mi stava cercando. Ho chiamato. Mi chiesero se venivo dalla Germania e se parlavo italiano perché avevano trovato il mio portafoglio. Vi dico la verità: quasi non ci credevo».
A trovare il portafoglio era stata Patrizia Cruceli, la donna che gestisce un chiosco nella piazzetta in contrada Leuca. Aurelio l’ha raggiunta e, una volta riavuto il portafoglio, lo ha aperto per controllarne il contenuto: «Ho trovato tutto. Tutto. Non mancava niente. E lì ho capito che dietro quel gesto c’era una persona speciale».
Ma a rimanere impressa nella memoria di Aurelio è stata soprattutto la frase pronunciata da Patrizia al momento della restituzione: «Io te lo avrei restituito anche se dentro ci fosse stato un milione di euro». Parole che, per l’uomo, racchiudono il significato più profondo dell’intera vicenda.
«Secondo me non c’è molto altro da aggiungere, perché una frase così, oggi, vale tanto. Viviamo in un periodo in cui sentiamo parlare continuamente di furti, di truffe, di persone che pensano soltanto a se stesse. E spesso si finisce per parlare male anche della nostra Calabria e dei calabresi. Io invece voglio raccontare questa storia proprio per dire il contrario».
«La Calabria - aggiunge - è anche questa. È una donna che trova un portafoglio e decide di non tenere niente. È una persona che fa la cosa giusta senza chiedere nulla in cambio».
Patrizia, racconta ancora Aurelio, non avrebbe voluto pubblicità né attenzioni. Anche nei successivi incontri al chiosco avrebbe preferito non essere fotografata e rimanere lontana dal centro della scena. «Forse è proprio questo che mi ha colpito di più. Ha fatto una cosa grande senza voler essere vista».
Da quell’episodio è nato anche un rapporto di amicizia. Aurelio è tornato più volte al chiosco con la sua famiglia, ha mangiato insieme a Patrizia e ha avuto modo di conoscere meglio la piazzetta e le attività della zona. «Insieme ai soldi ho ritrovato anche qualcosa che forse vale ancora di più: la fiducia nelle persone».
La sua lettera diventa inoltre un’occasione per evidenziare il ruolo svolto dalla piazzetta e dai suoi chioschi nella valorizzazione della zona. «Quella piazzetta ha dato davvero tanto alla zona e l’ha valorizzata. Ha creato un posto vivo, piacevole, dove le persone possono incontrarsi, mangiare qualcosa e stare insieme».
L’auspicio di Aurelio è che l’iniziativa possa essere riproposta e prolungata, mantenendo vivo quel luogo anche oltre i mesi tradizionalmente legati al turismo balneare. «Qui non ci sono soltanto i turisti d’estate. Ci sono persone che vivono qui anche durante l’inverno e sarebbe bello vedere questi luoghi vivi anche fuori dalla stagione estiva».
«Delle cose brutte si parla sempre tanto. Quando invece succede qualcosa di bello, dovremmo avere il coraggio di raccontarlo ancora di più».
Il suo messaggio si conclude con parole cariche di gratitudine: «Patrizia, grazie. Grazie per il tuo gesto, per la tua onestà e per la persona che sei. Che Dio ti benedica e ti accompagni sempre. Sono sicuro che una persona con il tuo cuore merita tutta la serenità e tutto il bene possibile».
Una vicenda che avrebbe potuto lasciare amarezza e sfiducia si è trasformata così in una testimonianza positiva sull’onestà, sulla generosità e sul volto migliore di una comunità. «Quel portafoglio poteva cambiare il mio modo di vedere le persone. Tu, invece, me lo hai fatto vedere nel modo più bello. E quando qualcuno mi parlerà male della Calabria, io penserò a te. Perché la Calabria è anche fatta di persone come te. Grazie di cuore, Patrizia».