Protezione civile, Co-Ro digitalizza il Piano comunale: nuovi strumenti per avvisare i cittadini nelle emergenze
Stasi annuncia un finanziamento già ottenuto per rendere digitale la comunicazione dello strumento. E ricorda l’assurdità del vecchio strumento: «Come punto sicuro indicava il Maria De Rosis, che non esisteva più da decenni»
CORIGLIANO-ROSSANO – Il Comune ha intercettato un finanziamento per digitalizzare il Piano comunale di Protezione civile e costruire nuovi strumenti attraverso i quali raggiungere rapidamente la popolazione in caso di emergenza. È la novità più concreta emersa oggi pomeriggio alla Cittadella dei Bambini e dei Ragazzi, durante l’incontro pubblico dedicato all’aggiornamento del Piano e al confronto con cittadini e associazioni. Una giornata iniziata già in mattinata con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e delle strutture operative.
Ad annunciarlo è il sindaco Flavio Stasi. «Abbiamo intercettato in questi mesi - ha detto - un finanziamento per la digitalizzazione del Piano di Protezione civile, cioè per avere una comunicazione digitale».
Il modello che il Comune vuole costruire non sarà un sistema capace di bloccare automaticamente tutti i cellulari come avviene con alcuni sistemi nazionali di allerta, ma dovrà consentire una comunicazione più rapida e strutturata con i cittadini. Stasi cita un episodio vissuto pochi giorni fa in Brasile, in occasione del viaggio istituzionale per le celebrazioni del centenario dell'Achiropita a San Paolo: «Mentre stavamo facendo un incontro, tutti i nostri telefoni si sono bloccati per un messaggio di allertamento: era in arrivo una burrasca. Con la digitalizzazione noi non avremo strumenti per intercettare tutti i telefoni, ma vogliamo strutturare sistemi con i quali raggiungere la popolazione. La comunicazione è fondamentale in caso di eventi di Protezione civile».
Parallelamente è in preparazione anche la nuova cartellonistica, che sarà definita una volta verificati gli eventuali aggiornamenti emersi dal percorso partecipato di questi giorni.
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Il vecchio Piano mandava i cittadini in uno stadio che non esisteva più
Per spiegare quanto possa essere decisivo avere un Piano aggiornato, Stasi recupera un esempio che fotografa meglio di qualsiasi tecnicismo la situazione ereditata. «Nel Piano di Protezione civile che abbiamo avuto fino a pochi anni fa, il punto di sicurezza per il terremoto era lo stadio Maria De Rosis, che in realtà non esisteva da decenni».
Insomma, in caso di terremoto, chi avesse seguito alla lettera le indicazioni avrebbe potuto cercare un luogo di raccolta ormai inesistente. «Immaginate un terremoto – osserva il sindaco – uno avrebbe seguito le indicazioni del Piano e si sarebbe trovato in un posto che non c’era più. Questo fa capire qual è l’importanza dell’aggiornamento».
Il nuovo Piano unitario è stato adottato dal Comune nel 2024 dopo il superamento dei due strumenti ormai obsoleti ereditati dagli ex Comuni di Corigliano e Rossano. Contiene la mappatura dei rischi sismico, idraulico e incendi, delle aree di raccolta, delle vie di fuga e degli immobili da utilizzare nelle emergenze.
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«Il Piano non può essere un adempimento da mettere nel cassetto»
«Il Piano di Protezione civile non è un adempimento formale per poter dire “l’abbiamo fatto”. È uno strumento che deve essere sempre aggiornato, il più possibile divulgato e continuamente rivisto per adeguarlo alle situazioni, anche climatiche, di un mondo che cambia». Da qui la scelta di aprire il confronto non soltanto alle strutture operative, ma anche ai cittadini e alle associazioni che conoscono direttamente le criticità dei quartieri.
Perché il Piano, sottolinea il sindaco, serve anche a stabilire con chiarezza chi deve fare cosa quando arriva l’emergenza. «Le competenze sul dissesto idrogeologico, sui torrenti e sui canali sono disseminate fra tante istituzioni, così come i fondi. Ma quando arriva l’emergenza intervengono il Comune e il sindaco, perché sono sul territorio e possono agire per primi».
E proprio il coordinamento tra Comune, forze dell’ordine, Azienda sanitaria e volontari di Protezione civile, aggiunge Stasi, «molto spesso fa la differenza tra la vita e la morte». Un tema tutt’altro che astratto in un territorio che conserva ancora le ferite e le criticità idrauliche emerse dopo l’alluvione del 2015.
Adesso, però, al Piano cartaceo dovrà affiancarsi un altro pezzo della prevenzione: fare in modo che quelle informazioni arrivino davvero ai cittadini quando servono. Ed è qui che la digitalizzazione annunciata oggi diventa un punto focale dell'intera strategia e diventa una parte molto interessante della risposta all’emergenza.