Violenza di genere, Corigliano-Rossano porta l’educazione alle relazioni nelle scuole
Riunito il Tavolo permanente con istituti comprensivi, Forze dell’Ordine e servizi sociali. In preparazione un accordo territoriale per trasformare prevenzione, rispetto e parità in un percorso continuativo rivolto alle nuove generazioni
CORIGLIANO-ROSSANO – Superare gli incontri occasionali e fare dell’educazione alle relazioni una componente stabile delle politiche locali contro la violenza di genere. È l’obiettivo emerso dalla riunione del Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, tenuta il 26 agosto nella Sala del Consiglio comunale di Rossano.
Il Tavolo opera da due anni come Rete territoriale locale e, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, rappresenta la prima esperienza di questo tipo costituita in Calabria.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei servizi sociali, dell’Amministrazione comunale e degli istituti comprensivi presenti sul territorio.
Proprio le scuole sono state individuate come interlocutori centrali nella costruzione di una strategia di prevenzione rivolta alle nuove generazioni.
Il percorso dovrà educare ragazze e ragazzi al rispetto della libertà altrui, alla parità e alla gestione consapevole delle emozioni e dei conflitti. L’obiettivo è aiutarli a riconoscere precocemente comportamenti fondati su controllo, gelosia, possesso e prevaricazione.
Le attività dovranno essere differenziate in base all’età degli studenti e affrontare anche i temi dell’affettività e delle relazioni rispettose, utilizzando linguaggi e strumenti pedagogici adeguati.
La proposta punta a evitare che il lavoro con le scuole si esaurisca in singole giornate di sensibilizzazione. Il Tavolo intende costruire un programma continuativo, condiviso tra istituzioni scolastiche, servizi pubblici e realtà della rete antiviolenza.
«Alcuni temi non possono aspettare», è il messaggio del Sindaco, Flavio Stasi, che indica nella prevenzione primaria uno dei terreni sui quali le istituzioni devono investire maggiormente.
Protezione delle vittime, intervento nelle situazioni di rischio e repressione dei reati restano indispensabili. Il Tavolo vuole però agire prima che la violenza si manifesti, intervenendo sugli stereotipi e sui modelli culturali che possono alimentarla.
Il territorio porta con sé ferite profonde. Nel corso dell’incontro sono state ricordate Fabiana Luzzi e Mariarosaria Sessa, vittime di femminicidio, insieme alle più recenti vicende che hanno sconvolto la comunità.
Il richiamo ai loro nomi non deve ridursi alla sola commemorazione. Per l’Amministrazione, quella memoria impone alle istituzioni di interrogarsi sull’efficacia degli strumenti messi in campo e sulla capacità di riconoscere e prevenire le situazioni di pericolo.
La riunione è arrivata dopo una nuova sequenza di femminicidi e aggressioni registrata in Calabria, che ha riportato al centro del confronto pubblico la necessità di rafforzare la rete di protezione e le iniziative educative.
Il lavoro proseguirà ora con la definizione di un Accordo territoriale. Il documento dovrà precisare obiettivi, competenze, modalità operative e percorsi da realizzare insieme alle scuole e agli altri soggetti della rete.
Perché il progetto diventi strutturale sarà necessario individuare anche tempi, risorse, figure professionali e strumenti con i quali valutarne i risultati. La continuità rappresenta infatti il principale elemento di differenza rispetto alle campagne episodiche.
«Noi ci siamo, non ci siamo mai fermati e non ci fermeremo», conclude Stasi.