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Un anno di Pec e rifiuti, l'ira dei cittadini di Caccia di Placido: «Costretti a vivere in una discarica»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Un anno esatto. Due Pec protocollate. Una richiesta elementare: togliere i rifiuti dalla strada e mettere telecamere per impedire che tornino. E, secondo i cittadini, nessuna risposta. È così che una discarica abusiva lungo la zona di Caccia di Placido diventa qualcosa di più di una questione di decoro urbano: diventa il racconto di un rapporto inceppato tra residenti e Comune. E oggi, con una lettera aperta, l’interlocutore politico chiamato direttamente in causa è il sindaco Stasi, insieme - ovviamente - all’assessore comunale all’Ambiente Francesco Madeo.

I residenti ricostruiscono tutto con date e numeri di protocollo. Una prima Pec sarebbe stata inviata il 23 luglio 2025, acquisita dal Comune con protocollo n. 88465 del 28 luglio. La seconda, indirizzata anche al sindaco, risale esattamente a un anno fa, 12 agosto 2025, ed è stata registrata con protocollo n. 94876.

Il tono, allora, non era quello della protesta. Era quasi una richiesta di collaborazione. «Lungo la strada sono presenti rifiuti di ogni genere e la loro quantità aumenta di giorno in giorno. Comprendo che nessuna responsabilità diretta ha il Comune, ma nemmeno i residenti sono responsabili e sono costretti a vivere in una discarica», scrivevano i cittadini. E aggiungevano: «Sarebbe necessario provvedere alla pulizia e posizionare un sistema di telecamere per identificare gli autori di questi gesti incivili».

È proprio questo passaggio a rendere più difficile liquidare la vicenda come la solita protesta contro l’Amministrazione. I residenti non attribuiscono al Comune la responsabilità degli abbandoni: quella, scrivono, è di chi trasforma il ciglio della strada in una discarica. Chiedono però che l’istituzione faccia ciò che è nelle sue possibilità: bonificare, controllare, prevenire e soprattutto rispondere.

Ed è sul silenzio che la lettera alza il tono. «A fare più rumore del degrado è però il silenzio dell’amministrazione», scrivono. A distanza di oltre un anno dalla prima segnalazione, sostengono, «nessuna risposta è mai arrivata, mentre il degrado continua a peggiorare». La stessa lettera precisa correttamente che non è possibile stabilire se nel frattempo vi siano stati interventi di pulizia seguiti da nuovi abbandoni. Il punto contestato resta dunque un altro: l’assenza di un riscontro ai cittadini che avevano formalmente segnalato il problema.

«È vero che la responsabilità principale ricade su chi trasforma le strade in discariche, ma l’assenza di riscontri da parte del Comune fa sentire i cittadini doppiamente abbandonati», continua il documento. E ancora: «Pagare le tasse comunali e ritrovarsi circondati dai rifiuti, senza neppure ricevere una risposta, alimenta un profondo senso di frustrazione».

Le richieste rivolte ora all’assessorato all’Ambiente sono due e non lasciano molto spazio alle interpretazioni: bonifica urgente della strada e installazione di fototrappole o telecamere nei punti dove gli abbandoni si ripetono. A sostenere le ragioni dei residenti c’è anche la consigliera comunale di opposizione Daniela Romano.

La vicenda di Caccia di Placido racconta però un problema che va oltre quei sacchetti e quegli ingombranti. In una città territorialmente enorme come Corigliano-Rossano, dove contrastare ogni abbandono illecito è oggettivamente complesso, il controllo del territorio passa inevitabilmente anche dalle segnalazioni dei cittadini. Se chi segnala non riceve neppure una risposta, si spezza proprio quella collaborazione che dovrebbe aiutare l’Amministrazione a individuare le criticità prima che diventino emergenze.

I residenti chiudono la loro lettera con una frase che oggi assume il significato di una vera chiamata in causa politica: «Ignorare le segnalazioni non elimina i rifiuti: accresce soltanto la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni». L’auspicio dichiarato è che l’appello pubblico riesca finalmente a «rompere il muro di gomma del Comune».

Dopo un anno di protocolli e silenzio denunciato, dunque, la domanda per l’assessore Madeo è diventata molto semplice: quando arriverà una risposta a Caccia di Placido?

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.