Strada dell’Ejano, scatta la Conferenza dei Servizi: «Non diventi solo una via per andare via più velocemente»
L’avvio della fase decisoria sul progetto di fattibilità segna un nuovo passo verso il collegamento tra Sibaritide, Pollino e Autostrada. Ma Articolo 21 rilancia: trasformare l’opera in occasione di sviluppo e turismo attorno a Madonna Catena
CASSANO JONIO – La Strada dell’Ejano compie un altro passo avanti. L’indizione della Conferenza di Servizi decisoria e asincrona sul progetto di fattibilità apre una fase cruciale dell’iter per un’infrastruttura pensata per collegare più rapidamente la Sibaritide con il Pollino e raggiungere il nodo autostradale dell’A2 a Frascineto.
Un avanzamento che viene letto come il risultato di un percorso politico e amministrativo lungo e complesso, costruito negli anni e oggi arrivato a uno snodo concreto. Ma proprio mentre la strada comincia ad assumere una prospettiva più definita, il dibattito si sposta dalla sola realizzazione dell’opera alla domanda più importante: che cosa produrrà questa infrastruttura per i territori che attraverserà?
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Il rischio indicato dal Coordinamento Movimento ArticoloVENTUNO, guidato da Francesco Paternostro, è quello di costruire una strada moderna capace soltanto di accorciare i tempi verso l’autostrada, trasformandola paradossalmente in un modo per «scappare più in fretta». In questa prospettiva viene richiamato anche il valore dell’Articolo 21 della Costituzione, come principio di libertà e responsabilità nella narrazione e nelle scelte che riguardano lo sviluppo dei territori. L’obiettivo dovrebbe essere esattamente opposto: utilizzare la nuova connessione come leva per rendere più accessibili e attrattive le aree interne interessate.
Da qui la proposta di costruire attorno alla Madonna della Catena un progetto più ampio di rinascita territoriale. L’area, per il suo valore spirituale e paesaggistico, potrebbe diventare il fulcro di un’offerta turistica integrata con punti di ristoro, aree di sosta, promozione delle produzioni locali, sentieri e percorsi nelle gole circostanti.
Una strategia capace di mettere insieme due velocità: quella dell’asfalto, necessaria per rompere l’isolamento, e quella lenta della scoperta dei luoghi. Turismo esperienziale, ambiente, spiritualità ed enogastronomia diventerebbero così i contenuti da affiancare all’infrastruttura.
La Conferenza dei Servizi rappresenta dunque un passaggio importante, ma la partita territoriale va oltre il cantiere. La strada può creare il collegamento. Toccherà alla politica e alle comunità fare in modo che quel collegamento non serva soltanto ad attraversare più rapidamente questo pezzo di Calabria, ma dia finalmente un motivo in più per fermarsi e restare.