Agrumeti a secco, acqua sulla SP195 e uno scavo lasciato aperto: nuovo caso sul Consorzio a Insiti
A Corigliano-Rossano, mentre gli agricoltori denunciano turni irrigui da incubo, poca pressione e bollette pesanti, da oltre due settimane una perdita disperde acqua sulla Provinciale. Il mistero dell'inefficienza
CORIGLIANO-ROSSANO – Gli agrumeti hanno sete, gli agricoltori denunciano di ricevere acqua con il contagocce, ma intanto quella stessa acqua continua a finire sulla strada. E adesso alla perdita si aggiunge un altro elemento: uno scavo lasciato aperto proprio in prossimità della condotta, con possibili conseguenze anche sulla sicurezza della viabilità.
La nuova segnalazione raccolta da L’Eco dello Jonio arriva da località Insiti, nell’area di Rossano. Qui, da oltre quindici giorni, una perdita lungo una condotta del Consorzio di Bonifica starebbe riversando acqua sulla Strada provinciale 195. A pochi metri dal punto di dispersione è presente anche uno scavo che, per posizione e caratteristiche, sembrerebbe riconducibile a precedenti lavori sulla stessa rete, verosimilmente eseguiti o commissionati dal Consorzio. Al momento, tuttavia, non abbiamo una conferma ufficiale né sulla natura dell’intervento né su chi lo abbia materialmente effettuato.
Il dato certo è che lo scavo risulta ancora aperto. Un elemento che, sommato alla presenza continua di acqua sulla carreggiata, introduce un ulteriore profilo di criticità: non più soltanto spreco della risorsa irrigua, ma anche potenziale rischio per chi percorre quel tratto di provinciale.
La vicenda assume un peso ancora maggiore dentro l’inchiesta che L’Eco dello Jonio sta portando avanti sul servizio irriguo nell’area di Rossano. Gli agricoltori ci hanno già segnalato turnazioni anche di un solo giorno ogni quindici e, dopo la ripresa delle erogazioni, una pressione attorno a 1 atmosfera, contro le circa 3 considerate dagli stessi produttori necessarie per un servizio efficace.
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A tutto questo si aggiungono bollette ritenute particolarmente onerose rispetto alla qualità e alla continuità del servizio ricevuto. Ed è proprio qui che il caso di Insiti diventa emblematico. Se l’acqua è poca, ogni perdita pesa il doppio. Se poi, accanto a una condotta che disperde acqua da giorni, resta anche uno scavo aperto, la domanda non riguarda più soltanto la manutenzione della rete ma anche i tempi e le modalità con cui vengono eseguiti e conclusi gli interventi.
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La nuova segnalazione chiama quindi in causa il Consorzio su due fronti molto concreti: perché la perdita non è stata ancora riparata e perché lo scavo risulta ancora aperto? Occorre capire quando l’Ente sia stato informato della situazione, se siano stati effettuati sopralluoghi e quali tempi siano previsti per mettere definitivamente in sicurezza sia la condotta sia il tratto stradale.
Sul fondo resta il paradosso che sta accompagnando tutta questa estate irrigua: nei campi si aspetta l’acqua, sulla strada la si guarda scorrere via. E adesso, accanto a quella perdita, c’è anche una buca aperta a ricordare che la manutenzione non può essere considerata un dettaglio.