Rossano ancora senz’acqua: nuove rotture sulla condotta, Ospedale rifornito con autobotti
Sorical comunica un’altra interruzione della fornitura idrica per lavori urgenti sull’acquedotto Macrocioli DN 350. Restano a secco il Giannettasio e la zona alta di Rossano Scalo
CORIGLIANO-ROSSANO - Nuova interruzione idrica a Rossano. Dopo i disagi registrati già dalla giornata di ieri, Sorical ha comunicato al Comune di Corigliano-Rossano e alla Prefettura di Cosenza ulteriori criticità sull’acquedotto Macrocioli DN 350.
Nella nota inviata questa mattina, 1 luglio 2026, Sorical riferisce che gli operatori hanno riscontrato, nelle prime ore del mattino, alcune rotture sulla condotta adduttrice. Le rotture stanno determinando una riduzione della portata in ingresso al serbatoio Matassa.
Per eseguire gli interventi urgenti di riparazione e ripristino della funzionalità dell’infrastruttura, Sorical comunica che sarà necessario procedere, nelle prossime ore, alla temporanea sospensione dell’erogazione idropotabile.
Le attività saranno svolte con l’impiego di più squadre operative, con l’obiettivo di contenere al minimo i tempi di interruzione del servizio e ripristinare l’esercizio nel più breve tempo possibile, compatibilmente con la complessità degli interventi.
Intanto l’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano e tutta la zona alta di Rossano Scalo continuano a rimanere senza acqua.
Per il presidio ospedaliero, già da ieri pomeriggio, il Comune di Corigliano-Rossano sta provvedendo al rifornimento dei serbatoi attraverso le autobotti, per garantire la continuità dei servizi essenziali all’interno della struttura sanitaria.
La situazione resta particolarmente critica, anche perché arriva dopo l’interruzione già comunicata da Sorical per il 30 giugno, legata ai lavori programmati da e-distribuzione sulla cabina elettrica di contrada Trionto, a Caloveto, che alimenta il campo pozzi Caloveto.
Una nuova emergenza idrica, dunque, che continua a colpire utenze domestiche, attività e servizi pubblici, con ricadute ancora più pesanti sul presidio ospedaliero cittadino.