Ferrovia Jonica, tornano le littorine: i “treni d’oro” viaggiano ancora nel passato
Il regionale 94997 Sibari-Crotone affidato stamani a una vecchia automotrice diesel. Dopo Blues e Swing, riaffiora il simbolo di una linea che costa 13,50 euro al chilometro e attende la sua “civilizzazione” dal 2018
CORIGLIANO-ROSSANO - La littorina, sulla Ferrovia Jonica, è un passato che non vuole proprio andarsene. Questa mattina è riapparso sui binari tra Sibari e Crotone sotto forma di una vecchia automotrice diesel: una di quelle che si pensavano ormai definitivamente pensionate, sostituite dai nuovi treni ibridi Blues e dai più discussi Swing.
E invece proprio il regionale 94997, partito da Sibari alle 8.36 e diretto a Crotone, è stato servito dal solito mezzo che sembra provenire da un’altra epoca. Il collegamento è uno di quelli introdotti con la riapertura della linea dal primo luglio e ferma anche a Corigliano, Rossano, Mirto Crosia, Calopezzati, Mandatoriccio, Cariati e nelle altre stazioni della costa.
Non è soltanto una curiosità per appassionati di ferrovie. È una fotografia perfetta delle contraddizioni dello Jonio: investimenti milionari, cantieri interminabili, promesse di elettrificazione e, nel frattempo, il ritorno di mezzi che sembravano consegnati alla storia.
Il ritorno dei “treni d’oro”
Nel gennaio 2025 L’Eco dello Jonio aveva analizzato il contratto di servizio ferroviario regionale, facendo emergere un dato tanto semplice quanto impressionante: la Calabria riconosce a Trenitalia circa 13,50 euro per ogni treno-chilometro prodotto sulle linee regionali. Una cifra che aveva assunto contorni ancora più paradossali durante le lunghe chiusure della Jonica e il ricorso agli autobus sostitutivi.
Treni d’oro, dunque. Ma con servizi che, almeno questa mattina, hanno riportato i pendolari dentro una Calabria ferroviaria che credevamo superata.
Nessuno pretende carrozze di lusso. Si chiede però che una linea sottoposta da anni a lavori, interruzioni e disagi possa almeno offrire materiale rotabile coerente con la narrazione della modernizzazione.
Cantieri più lunghi della fabbrica di San Pietro
I primi interventi propedeutici all’elettrificazione sono iniziati nel 2018. La conclusione era stata inizialmente prevista per il 2023; oggi l’orizzonte dell’attivazione pienamente elettrica si è spostato almeno al 2027, e comunque per fasi.
Otto anni di pali, sottostazioni, ponti da adeguare, sistemi tecnologici e ripetute sospensioni della circolazione. Più che un cantiere, ormai, una versione ferroviaria della fabbrica di San Pietro.
La riapertura estiva, inoltre, resta appesa al calendario dei lavori. Secondo le informazioni raccolte dalla nostra redazione, a settembre dovrebbe scattare una nuova sospensione; l’avviso attualmente pubblicato da Rfi, tuttavia, riporta un’offerta ferroviaria fino al 12 dicembre, con diverse modifiche d’orario previste da metà settembre. È quindi necessario che venga chiarito rapidamente quale sarà il programma effettivo.
Intanto la vecchia littorina è tornata. Quasi come un promemoria su rotaia.
Ci ricorda che tra investimenti annunciati, lavori infiniti e servizi pagati a peso d’oro, la strada verso la normalità ferroviaria dello Jonio resta ancora lunghissima. E, a giudicare dal convoglio apparso questa mattina, rischia persino di essere percorsa all’indietro.