Longobucco, arrivano le nuove campate: al via il varo del Viadotto Ortiano II
Posizionata la gru di grande portata nel cantiere dell'Ortiano II: da domani inizieranno le operazioni di varo delle nuove campate, fase chiave per la ricostruzione del ponte crollato nel 2023
LONGOBUCCO - A poche settimane dalle polemiche e dalle riflessioni maturate nel terzo anniversario del crollo del viadotto Ortiano II, dal cantiere arriva un segnale concreto che potrebbe segnare una svolta nella lunga vicenda che ha isolato Longobucco e messo a dura prova l'intero territorio della Sila Greca.
Nella mattinata di oggi è stata infatti posizionata nell'area di cantiere una gru di grande portata, mezzo indispensabile per una delle fasi più delicate dell'intervento. Da domani prenderanno ufficialmente il via le operazioni di varo delle nuove campate sul tratto del viadotto crollato il 3 maggio 2023.
Si tratta di un passaggio particolarmente atteso dalla comunità locale, che negli ultimi anni ha vissuto le conseguenze della chiusura dell'importante infrastruttura lungo la Strada Statale 177 "Silana di Rossano". Un'opera che rappresenta il collegamento principale tra Longobucco e la fascia ionica e la cui assenza ha inciso profondamente sulla mobilità, sull'economia e sulla vita quotidiana dei cittadini.
L'avanzamento dei lavori arriva in un momento in cui il dibattito pubblico sul futuro dell'opera resta particolarmente acceso. Solo nelle scorse settimane, in occasione del terzo anniversario del crollo, il gruppo Per la Rinascita di Longobucco aveva denunciato ritardi e responsabilità politiche, parlando di una comunità ancora costretta a fare i conti con disagi e promesse mancate.
Oggi, però, l'attenzione si concentra soprattutto sul cantiere e sull'avvio di una fase che gli amministratori locali definiscono "decisiva". Dal Comune fanno sapere che il posizionamento della gru e l'imminente varo delle campate rappresentano «l'avvio concreto della ricostruzione» e assicurano che ogni attività sarà monitorata e comunicata costantemente alla popolazione.
«Il nostro territorio ha pagato un prezzo altissimo – sottolinea l'amministrazione comunale – ma oggi si muove un tassello fondamentale verso il ripristino della viabilità e della normalità».
L'installazione delle nuove strutture portanti costituisce infatti uno dei momenti più significativi dell'intervento di ricostruzione. Se il cronoprogramma verrà rispettato, il cantiere entrerà nella sua fase più visibile, offrendo ai cittadini la percezione tangibile di un'opera che, dopo anni di attese, inizia finalmente a prendere forma.
Per Longobucco e per l'intera area interna della Sila si tratta di un passaggio che va oltre l'aspetto tecnico: il ritorno alla piena funzionalità del viadotto rappresenta una condizione essenziale per superare una delle ferite infrastrutturali più profonde degli ultimi anni e restituire al territorio collegamenti efficienti, sicurezza e prospettive di sviluppo.