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Corigliano-Rossano "capitale" multietnica: oltre 3 mila extracomunitari (con permesso di soggiorno)

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CORIGLIANO-ROSSANO – I numeri che emergono dai dati ufficiali raccontano soltanto una parte della realtà. Si tratta infatti di cittadini stranieri tracciati, censiti, registrati negli archivi anagrafici e nei sistemi istituzionali. Accanto a questa fotografia esiste però un’altra dimensione, quella del sommerso: la presenza di cittadini irregolari, non censiti, per i quali non esiste un dato preciso e che sfuggono a qualsiasi rilevazione ufficiale. Una componente invisibile che rende il quadro complessivo ancora più complesso e difficile da governare.

La strage di Amendolara ha riportato al centro dell’attenzione pubblica una questione che nei territori esiste da anni ma che solo ora emerge nella sua dimensione più drammatica: la gestione della presenza migrante e le sue ricadute sulla sicurezza, sull’organizzazione sociale e sulla convivenza nelle comunità locali.

Dentro questo quadro, i numeri di Corigliano-Rossano assumono un significato preciso. Non si tratta più soltanto di una presenza diffusa o percepita, ma di una realtà strutturata che incide direttamente sulla vita quotidiana della città.

Dall’elenco comunale per cittadinanza risultano 3.031 cittadini extracomunitari residenti. Un dato che, se confrontato con quello ufficiale ISTAT sui permessi di soggiorno, colloca la terza città della Calabria tra i principali poli della presenza non comunitaria in Calabria.

Al 1° gennaio 2024, infatti, i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti nella regione sono 51.648. Il dato cittadino rappresenta quindi circa il 5,9% del totale regionale: in termini concreti, quasi un extracomunitario su 17 in Calabria è registrato a Corigliano-Rossano.

Una presenza concentrata e stabile

Il dato non è episodico né legato a flussi temporanei. Le comunità presenti sono numerose e radicate, con una distribuzione che riflette dinamiche ormai consolidate.


 

Le comunità più numerose sono quelle provenienti da Marocco (669), Pakistan (605) e Ucraina (521). Numeri che, letti insieme, delineano una presenza significativa e distribuita su più aree della città.

Il peso sulla provincia di Cosenza

Se il confronto viene, invece, ristretto alla provincia di Cosenza, il dato assume un peso ancora maggiore. Applicando una stima basata sulla distribuzione regionale dei permessi di soggiorno, la provincia cosentina conterebbe circa 18 mila cittadini non comunitari regolarmente presenti.

In questo scenario, i 3.031 extracomunitari di Corigliano-Rossano rappresentano circa il 16,8% del totale provinciale. In altre parole, quasi uno su sei si trova nel territorio cittadino.

Dopo Amendolara, una questione che non può più essere ignorata

La tragedia di Amendolara ha acceso i riflettori su una realtà che nei territori agricoli e urbani della Sibaritide è presente da tempo: una concentrazione significativa di cittadini extracomunitari che incide su lavoro, sicurezza, servizi e gestione del territorio.

Non si tratta soltanto di numeri. Si tratta di una presenza che interagisce quotidianamente con il tessuto locale, spesso in contesti complessi, tra lavoro stagionale, precarietà abitativa, difficoltà di integrazione e carenze nei servizi.

Insomma, non siamo più davanti ad un fenomeno marginale o emergenziale. E forse è anche sbagliato questo tipo di approccio se si vuole davvero affrontare e risolvere la questione, legata soprattutto alla convivenza. Gli stranieri sono una componente stabile che richiede strumenti adeguati di controllo, gestione e integrazione. Tutto questo per consentire davvero l'arrivo di quote e flussi controllati.

Una realtà che incide sulla vita della città

Tremila cittadini extracomunitari, infatti, significano pressione sugli uffici pubblici, gestione dei permessi, accesso ai servizi sanitari, presenza nei comparti produttivi e, soprattutto, una convivenza quotidiana che non può essere lasciata all’improvvisazione. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.