Tis calabresi esclusi dalla stabilizzazione: Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione
I sindacati denunciano ritardi negli impegni assunti dalla Regione Calabria: «Centinaia di tirocinanti senza contratto, reddito e prospettive». Chiesta una misura urgente per i lavoratori esclusi dai processi di stabilizzazione
CATANZARO - Cgil, Cisl e Uil Calabria insieme alle categorie Nidil Cgil, Felsa Cisl e UilTemp Calabria proclamano lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori TIS esclusi o non ancora interessati dai processi di stabilizzazione. Alla base della protesta il mancato incontro richiesto al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e l’assenza, denunciano i sindacati, di risposte concrete rispetto a una vertenza che continua a presentare “profili di estrema gravità sul piano sociale e istituzionale”.
Secondo le organizzazioni sindacali, centinaia di tirocinanti di inclusione sociale, impiegati per anni in Comuni, enti pubblici e amministrazioni del territorio, si trovano oggi senza contratto di lavoro, privi di continuità reddituale e senza una prospettiva definita. Una condizione che riguarderebbe l’intera platea dei TIS esclusi o destinati a non essere stabilizzati, stimata in circa 900 unità.
I sindacati ricordano che nel corso dell’incontro del 4 maggio scorso la Regione Calabria aveva manifestato l’intenzione di intervenire sia con misure di sostegno economico immediato sia con un percorso normativo e amministrativo capace di tutelare la storia lavorativa dei tirocinanti. Impegni che, ad oggi, secondo Cgil, Cisl e Uil, non avrebbero ancora trovato attuazione concreta.
Tra gli elementi ritenuti più gravi c’è la mancata erogazione della una tantum da 2 mila euro destinata ai lavoratori che non l’hanno ancora percepita. La Regione Calabria, spiegano i sindacati, ha nel frattempo adottato il decreto regionale numero 8757 del 20 maggio 2026 relativo all’ammissione a finanziamento dei percorsi formativi Gol di Reskilling rivolti ai 396 TIS interessati.
Il provvedimento finanzia i corsi di formazione, prevedendo una quota per gli enti formativi e un’indennità di frequenza per i partecipanti. Tuttavia, le organizzazioni sindacali evidenziano come prima, o almeno contestualmente, avrebbero voluto vedere approvato anche l’atto per il riconoscimento della una tantum ai lavoratori ancora esclusi.
Dei 396 tirocinanti coinvolti nei percorsi formativi, infatti, la maggior parte avrebbe già ricevuto il contributo economico nel dicembre scorso, mentre 76 lavoratrici e lavoratori ne sarebbero ancora privi. Per questa parte della platea i sindacati avevano chiesto un intervento di anticipazione e riallineamento per evitare disparità di trattamento e aggravamenti delle difficoltà economiche già esistenti.
I lavoratori inseriti nei percorsi formativi potranno ricevere un’indennità di frequenza pari a 3,50 euro per ogni ora di formazione, fino a un massimo di 2.100 euro per la partecipazione completa alle 600 ore previste. Una misura che riguarda tutti i 396 partecipanti ai corsi e che, precisano i sindacati, non sostituisce la diversa questione del bonus una tantum da 2 mila euro.
Le sigle sindacali chiedono inoltre che venga portato in Consiglio regionale il provvedimento finalizzato a includere i TIS esclusi o non stabilizzabili nella legge regionale numero 1 del 2016, riconoscendo anche a questi lavoratori lo status di precari storici della Regione Calabria.
Secondo Cgil, Cisl e Uil si tratterebbe di un passaggio indispensabile per evitare che, al termine dei percorsi formativi o dei progetti TIS, centinaia di persone finiscano nel bacino indistinto dei disoccupati, perdendo il riconoscimento della propria esperienza lavorativa e istituzionale.
Le organizzazioni sindacali chiedono infine la creazione di un contenitore amministrativo e finanziario capace di garantire continuità di sostegno economico a tutti i lavoratori TIS esclusi o non ancora contrattualizzati, fino alla sottoscrizione di un contratto di lavoro stabile.
La questione riguarda non solo i lavoratori già avviati ai percorsi formativi, ma anche quelli interessati dalle procedure dei Comuni che non hanno stabilizzato, degli enti in dissesto finanziario e dei lavoratori ancora in attesa delle autorizzazioni COSFEL. Per una parte della platea, sottolineano i sindacati, non appare più realisticamente percorribile nemmeno l’attivazione di nuovi percorsi Gol.
Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil Calabria chiedono alla Regione di formalizzare rapidamente le soluzioni già discusse ai tavoli di confronto, evitando che il lavoro avviato venga disperso e che resti irrisolta la condizione degli esclusi.