Jonica, il paradosso continua: i treni tornano d’estate, ma il Nord-Est resta appeso ai bus
Nel giorno in cui viene annunciata la riattivazione della linea dal 30 giugno, Busitalia lancia nuovi collegamenti notturni da Crotone a Perugia. Un servizio utile, ma che racconta ancora una volta la condanna della fascia jonica
CORIGLIANO-ROSSANO – Nello stesso giorno in cui si riaccende una luce sulla mobilità ferroviaria jonica, arriva l’ennesima conferma del paradosso. Da una parte il senatore Ernesto Rapani - uno dei pochi a rimanere sulla barricata della ferrovia jonica quantomeno mettendoci la faccia - annuncia la riattivazione dei treni lungo la linea a partire dal prossimo 30 giugno (almeno per il periodo estivo, ndr), dopo anni di chiusure, interruzioni e cantieri. Dall’altra Busitalia, società di Trenitalia del Gruppo Fs, presenta due nuovi collegamenti notturni, ovviamente su gomma, dalla Calabria verso Umbria e Toscana.
Una notizia positiva, certo, per chi deve spostarsi. Ma anche l’immagine plastica di un territorio che, mentre il mondo investe su ferrovie moderne, intermodalità sostenibile e trasporto rapido, continua a essere accompagnato da un posto all'altro del Paese con la corriera... proprio come 50 anni fa. Perché qui il tempo si è fermato!
La linea jonica è ormai da anni una ferita aperta. Tra Sibari, Corigliano-Rossano, Crotone, Catanzaro e Lamezia si susseguono lavori di elettrificazione, adeguamento tecnologico e potenziamento dell’infrastruttura.
Negli ultimi giorni, il confronto parlamentare ha restituito almeno una data: secondo quanto comunicato dal sottosegretario ai Trasporti Antonio Iannone proprio allo stesso Rapani, la tratta Sibari-Crotone dovrebbe tornare operativa entro il 30 giugno 2026, mentre l’attivazione progressiva dell’intero sistema è prevista nel 2027.
Eppure, proprio mentre si parla di ritorno dei treni, Busitalia annuncia dal 1° giugno due nuovi collegamenti notturni: uno tra Crotone e Perugia, l’altro tra Catanzaro e Siena. Il primo attraverserà direttamente la dorsale del Nord-Est calabrese, con fermate a Torre Melissa, Cirò Marina, Torretta di Crucoli, Cariati, Mandatoriccio, Marina di Pietrapaola, Marina di Calopezzati, Mirto, Corigliano-Rossano, Cantinella, Sibari, Spezzano Albanese e Roma.
Ma è proprio questo elenco di fermate che si racconta meglio di qualunque altra analisi la condizione reale della fascia ionica cosentina: da Cariati a Corigliano-Rossano, da Sibari all’Alto Jonio, il collegamento lungo resta il bus. Anche quando a gestirlo è una società del gruppo ferroviario nazionale che negli anni si è evoluta anche in questo mercato per non lasciare nulla sul campo.
Busitalia parla di integrazione gomma-ferro e di ampliamento delle possibilità di viaggio da Roma verso il Centro e il Nord Italia. I mezzi saranno autobus di ultima generazione, con sedili reclinabili, Wi-Fi, prese Usb, toilette, climatizzazione e sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Tutto utile. Tutto comodo. Tutto necessario, probabilmente, in una fase di transizione. Ma resta da chiedersi perché per il Nord-Est calabrese la transizione verso la civile modernizzazione sembra non finire mai?
La jonica è chiusa a fasi alterne da anni. Le comunità della costa hanno imparato a convivere con bus sostitutivi, orari spezzati, coincidenze fragili, viaggi lunghi e una percezione di isolamento che pesa soprattutto su studenti, lavoratori, pendolari, famiglie e turisti.
Il problema non è il nuovo collegamento notturno per Perugia. Il problema è che, ancora una volta, l’offerta aggiuntiva arriva su gomma mentre il territorio aspetta una ferrovia degna di questo nome. Il bus diventa così insieme servizio e simbolo: risolve un pezzo di disagio, ma certifica una marginalità.
La speranza è che il 30 giugno possa segnare l'inizio di una riapertura definitiva e graduale della linea e non sia soltanto una parentesi estiva, una riapertura stagionale utile a "tamponare" (seppur in modo necessario) il periodo turistico, ma l’inizio di un ritorno stabile dei treni sulla dorsale ionica. Perché un territorio non può essere competitivo se resta affidato quasi esclusivamente alle corriere.
Nel frattempo, però, dal 1° giugno, si potrà partire di notte da Crotone, Cariati, Rossano, Corigliano, Sibari e Spezzano Albanese verso Roma e Perugia. È una possibilità in più. Ma anche un promemoria amaro: nella Calabria del Nord-Est, la modernità dei trasporti continua ad arrivare con quattro ruote e non sui binari.