Nuovo Ospedale della Sibaritide: si materializza lo spettro del ritardo
A Corigliano-Rossano il nuovo ospedale sarà consegnato nei tempi previsti dal cronoprogramma, ma i sottoservizi restano la vera, grande incognita che pesa sul completamento. Straface: «Ritardo dovuto alle modifiche del progetto»
CORIGLIANO-ROSSANO - I lavori del nuovo ospedale della Sibaritide procedono in linea con il cronoprogramma ma resta ancora irrisolto il nodo dei sottoservizi (ne avevamo già parlato qui, nel 2022). Nell’ultimo aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori, fornito dalla Regione Calabria, si parla di un completamento della struttura pari al 68%, ma l’incertezza sull’effettiva consegna resta alta.
Proprio nei giorni scorsi, in occasione della conferenza stampa indetta da Forza Italia sulla riorganizzazione dei due presidi spoke di Corigliano-Rossano, l’assessore Pasqualina Straface, chiamata a fare chiarezza sui lavori del nuovo ospedale, non ha lasciato spazio a dubbi.
«Il cronoprogramma è stato rispettato», ha dichiarato l’assessore, aggiungendo però che «sicuramente ci sarà qualche, e sarà legato soprattutto alla realizzazione dei sottoservizi, come l’approvvigionamento idrico e la rete fognaria». La motivazione fornita? L’ormai nota modifica del progetto originario, che prevedeva il collegamento della rete fognaria al depuratore di contrada Boscarello, sostituito oggi da un impianto di depurazione vicino alla nuova struttura.
Ora, se da un lato si può parlare di rispetto del cronoprogramma, dall’altro resta un fatto evidente: la consegna della struttura non coinciderà affatto con la sua effettiva funzionalità. Senza i sottoservizi operativi, senza acqua e fognature perfettamente collegate, l’ospedale non potrà aprire le sue porte, pur rispettando la data ufficiale di consegna.
In altre parole, si continua a operare sul filo del distinguo tra struttura e sottoservizi. Sottoservizi che però rappresentano il nodo centrale dell’operatività e funzionalità del costruendo ospedale. Una semantica, questa, che appare più come un esercizio retorico che come una rassicurazione reale. Così, mentre il cronoprogramma “ufficiale” viene celebrato, la comunità rischia di trovarsi di fronte a un presidio ancora in larga parte inaccessibile e non operativo.
La distinzione tra “consegna della struttura” e “entrata in funzione del presidio” resta quindi cruciale. La nuova rete fognaria e l’impianto di depurazione, che hanno modificato il progetto originale, restano l’anello debole, anzi debolissimo, di questa vicenda. È lì che il cronoprogramma rischia di trasformarsi solo in un mero adempimento formale.