L’ultimo miglio che pesa come un secondo biglietto: da Lamezia e Crotone fino a Sibari
Atterrare in Calabria non significa essere arrivati nella Calabria del nord-est. Per raggiungere Sibari servono ancora tempo, soldi e coincidenze: il trasferimento finale può costare fino a 380 euro A/R per una famiglia di tre persone
CORIGLIANO-ROSSANO - Il turista atterra, scende dall’aereo, recupera i bagagli e pensa di essere arrivato. In realtà, per chi ha scelto la Calabria del nord-est, il viaggio spesso comincia davvero in quel momento. Perché tra l’aeroporto e la destinazione finale c’è ancora un pezzo di strada da fare. E quel pezzo, nell’economia complessiva della vacanza, pesa.
È il cosiddetto ultimo miglio, anche se qui i chilometri sono molti di più. Da Lamezia Terme a Sibari ci sono circa 130 chilometri. Da Crotone poco meno, ma con tempi non sempre più favorevoli. La differenza non è soltanto nella distanza. È nella facilità con cui quel trasferimento si riesce a organizzare, nei tempi di attesa, nelle coincidenze, nella disponibilità di bus, treni, navette, NCC o auto a noleggio.
Ed è qui che la Calabria del nord-est mostra una delle sue fragilità più evidenti: si arriva in Calabria, ma non sempre si sa come arrivare nella Sibaritide che è in potenza una delle mete ad alto potenziale dell'intera regione.
Lamezia Terme resta la principale porta d’ingresso per chi vola nel nostro territorio. Ha più collegamenti, più compagnie, più frequenze e quindi maggiori possibilità di trovare un volo adatto. Ma per raggiungere Sibari, baricentro della Sibaritide e della Calabria del nord-est, serve ancora circa un’ora e mezza di auto.
La soluzione più comoda è il transfer privato. Per una famiglia di tre persone il costo realistico si muove tra 165 e 190 euro a tratta, quindi tra 330 e 380 euro andata e ritorno. È la scelta più semplice: si atterra, si sale in macchina e si arriva a destinazione senza cambi. Ma è anche una voce di spesa importante, che si aggiunge al costo del volo e può incidere quanto una parte rilevante del soggiorno.
Chi sceglie il trasporto pubblico spende molto meno. Un bus o una combinazione bus-treno può costare, per una famiglia di tre persone, tra 35 e 60 euro a tratta, quindi tra 70 e 120 euro andata e ritorno. Il prezzo scende, ma aumentano le variabili: orari, coincidenze, tempi morti, bagagli, bambini, eventuali ritardi.
In teoria, quindi, Lamezia è lo scalo più competitivo. In pratica, però, il turista deve ancora affrontare un secondo viaggio. Non lunghissimo, ma decisivo nella percezione complessiva della vacanza.
Crotone, invece, racconta il paradosso opposto. Geograficamente può sembrare più naturale per raggiungere una parte della costa ionica. La distanza da Sibari è simile, in alcuni casi leggermente inferiore rispetto a Lamezia. Ma senza auto privata o transfer organizzato, il collegamento diventa più complicato.
Con un NCC o un transfer privato, il costo per una famiglia di tre persone è stimabile tra 155 e 180 euro a tratta, cioè tra 310 e 360 euro andata e ritorno. Anche qui la soluzione è comoda, ma costosa.
Con il trasporto pubblico, invece, il discorso cambia. Il problema non è solo arrivare da Crotone città a Sibari, ma uscire dall’aeroporto, raggiungere il nodo utile, incastrare orari e coincidenze. Il costo familiare può restare contenuto, tra 45 e 70 euro a tratta, ma i tempi possono allungarsi molto: da tre ore fino anche a quattro o cinque ore, a seconda delle combinazioni disponibili.
È qui che Crotone perde parte del suo vantaggio geografico. Può essere strategico se il turista ha già un transfer, un’auto a noleggio o una destinazione più vicina lungo lo Ionio. Diventa meno competitivo quando il viaggio va costruito con mezzi pubblici e coincidenze.
Anche se il vero nodo non è scegliere tra Lamezia e Crotone. Il punto è capire che nessuno dei due aeroporti, da solo, risolve il problema dell’accessibilità turistica della Calabria del nord-est. Noi questo lo diciamo e scriviamo da tempo, riaprendo - di fatto - quella che è la pratica degli aeroporti mal dislocati in una regione lunga, stretta e attraversata da una montagna che non consente collegamenti facili.
Per una famiglia di tre persone, il trasferimento aeroporto-Sibari può pesare da meno di 100 euro andata e ritorno se si utilizzano soluzioni pubbliche favorevoli, fino a oltre 350 euro se si sceglie un transfer privato. E il prezzo non è l’unico fattore. Ci sono i tempi, la comodità, l’affidabilità, la gestione dei bagagli, i bambini, gli orari serali, gli arrivi in ritardo, le coincidenze che non sempre coincidono davvero.
Di fatto la Sibaritide non ha solo un problema di narrazione ne ha un altro ed è di sistema.
Oggi il turismo è iper-smart. E l'accessibilità facile è quello che chiedono tutti i turisti. Gli ospiti che arrivano da fuori regione cercano semplicità. Vogliono sapere dove atterrano, quanto impiegano, quanto spendono, quale mezzo prendere, a che ora si arriva, se si può evitare l’auto, se possono muoversi con i figli, se possono contare su collegamenti certi. Quando queste risposte non sono immediate, o -come nel caso della Sibaritide - quasi inesistenti, la destinazione perde competitività.
Perché il turismo non si gioca solo sulla bellezza. Si gioca anche sulla frizione. E ogni passaggio in più, ogni coincidenza incerta, ogni transfer costoso, ogni ora di attesa diventa un pezzo di fatica che altre mete riescono spesso a togliere dal viaggio.
Insomma, l’ultimo miglio non è un dettaglio tecnico. È una scelta di politica turistica. Significa decidere se la Calabria del nord-est vuole essere soltanto un territorio raggiungibile da chi ha già l’auto, da chi conosce i luoghi, da chi ha parenti, amici o appoggi logistici, oppure se vuole diventare una destinazione accessibile anche per il turista che arriva per la prima volta.
Un sistema di navette coordinate, collegamenti stagionali dedicati, bus sincronizzati con i voli, accordi tra aeroporti, Comuni, strutture ricettive e operatori privati cambierebbe radicalmente la percezione del viaggio. Non servirebbe inventare un’infrastruttura impossibile. Basterebbe cucire meglio ciò che già esiste.
Perché oggi il problema non è soltanto la distanza. È la mancanza di continuità.
La seconda fotografia dell’inchiesta è questa: per arrivare nella Calabria del nord-est, il volo è solo il primo pezzo. Poi comincia il viaggio dentro il viaggio. E spesso quel tratto finale pesa come un secondo biglietto.
Nella prossima puntata il conto si completerà con il soggiorno: villaggi, hotel, case vacanza e B&B. Per capire quanto costa davvero una settimana nello Jonio, una volta superato anche l’ultimo miglio.