Sila, droni e tecnologia per monitorare ambiente e specie
Il Parco Nazionale rafforza la tutela con strumenti avanzati grazie al progetto MASE-PNRR. Monitorati habitat, fauna e acque
CUPONE (SPEZZANO SILA) – Droni, sensori avanzati e nuove tecnologie per rafforzare la tutela ambientale. Il Parco Nazionale della Sila compie un salto di qualità nelle attività di monitoraggio grazie al progetto finanziato nell’ambito del PNRR, dedicato alla digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette.
L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito della Missione 2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è ormai in fase di conclusione e ha coinvolto sul territorio decine di ricercatori.
A coordinarne le attività è stato l’Ente Parco, con il supporto del sistema informativo territoriale e del responsabile SIT, Mauro Procellini.
Le attività hanno riguardato un ampio spettro di elementi ambientali: dagli habitat naturali alle principali specie faunistiche, tra cui pesci, uccelli, mammiferi, anfibi, rettili e chirotteri, fino al campionamento delle acque.
Un lavoro capillare che punta a costruire una base dati aggiornata sulle condizioni dell’ecosistema e sulle pressioni ambientali, anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico.
Il vero salto di qualità arriva però sul piano tecnologico. Nei giorni scorsi, presso la sede dell’Ente, si è svolto un corso di formazione teorico-pratico sull’utilizzo dei nuovi droni forniti dal MASE, dotati di sensore Lidar e camera multispettrale.
Strumenti che consentiranno un monitoraggio più preciso e continuo del territorio, migliorando la capacità di individuare criticità e intervenire tempestivamente.
I droni si aggiungono a un pacchetto più ampio di dotazioni tecnologiche: laser scanner, visori notturni, binocoli e fototrappole, strumenti che rafforzano le attività di sorveglianza e conservazione.
«Queste attrezzature – sottolinea il direttore del Parco, Ilario Treccosti – permetteranno di svolgere con maggiore efficacia le attività di tutela dell’area protetta, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e software dedicati».
Il progetto segna così un passaggio importante verso una gestione più moderna e scientifica del territorio. Un’evoluzione che punta a rendere il Parco della Sila sempre più attrezzato per affrontare le sfide ambientali, con strumenti in grado di coniugare conoscenza, prevenzione e intervento.