Sicurezza, Corigliano-Rossano scopre il nodo vero: lo Stato ha bisogno di più Stato
Nel talk dell’Eco in Diretta confronto acceso tra sindacato Carabinieri, Fratelli d’Italia e Maggioranza consiliare. Sul tavolo Strade Sicure, organici ridotti e richiesta di elevare il Reparto territoriale a Gruppo
CORIGLIANO-ROSSANO – Alla fine, più che una discussione sui militari in strada, è venuta fuori una fotografia impietosa di una città grande, estesa, complicata, che continua a fare i conti con un problema semplice da capire e difficilissimo da risolvere: qui la domanda di sicurezza cresce, ma la risposta dello Stato resta corta. Troppo corta. E non perché i presidi per l’ordine pubblico non funzionino. Anzi. Semplicemente perché gli organici sono ridotti al lumicino.
Nel talk dell’Eco in Diretta (rivedi qui la puntata), andato in onda ieri sera, il confronto si è rapidamente spostato dalla polemica politica alla sostanza: il territorio è sottodimensionato sul piano degli uomini e dei presìdi.
Strada sicura o scorciatoia?
La proposta di Fratelli d’Italia di attivare Strade Sicure è stata difesa strenuamente dalla coordinatrice cittadina Dora Mauro come misura di supporto, non di militarizzazione. Un affiancamento alle forze dell’ordine già operativo in altre città calabresi, nato – ha sottolineato – da una richiesta reale dei cittadini, soprattutto dopo gli ultimi episodi a Schiavonea.
Ma la risposta più netta è arrivata dal segretario regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, Antonio Giuseppe Noè: i militari sulle strade, per il controllo ordinario, «sarebbero un fallimento». Il sindacato dell’Arma, invece, apre ad un impiego dei militari su vigilanza statica: cantieri del nuovo ospedale, grandi opere sulla Statale 106, «oggi presidiati – ha detto - sottraendo uomini al territorio».
Il vero problema è che mancano gli uomini
Il dibattito, però, si è chiuso su un punto condiviso: il nodo non è l’esercito, ma la carenza strutturale di personale. Il consigliere Gianfranco Costa, incalzando e cercando la provocazione, ha parlato apertamente di presìdi sottodimensionati: «I militari dovrebbero supportare chi, se già mancano gli uomini?». E ha messo in discussione l’efficacia reale dell’elevazione del Commissariato a Distretto, che – nei numeri operativi – non avrebbe prodotto un salto di qualità nel pattugliamento.
Sulla stessa linea, il collega consigliere di maggioranza, Ernesto Pugliese, che ha chiarito un punto politico: «Strade Sicure non è una scelta comunale ma governativa». Ed è qui che si è aperto l’altro nodo, quello delle competenze. Chi, se non più del governo dovrebbe garantire attenzione al territorio? Che tradotto significa: l’operazione Strade Sicure non la gestisce l’Amministrazione comunale ma il Governo nazionale che in questo momento è retto proprio da Fratelli d’Italia. E invece, Corigliano-Rossano, la Sibaritide rimarrebbe fuori dai piani nazionali «come dimostra anche – hanno incalzato Costa e Pugliese - la distribuzione dei nuovi agenti, con Corigliano-Rossano rimasta a zero assegnazioni».
La svolta? Più uomini alla polizia e un nuovo Gruppo carabinieri
L’unico punto su cui, di fatto, si è registrata una convergenza è la richiesta di elevare il Reparto territoriale a Gruppo Carabinieri.
Per Noè è la vera soluzione strutturale: più organizzazione, più uomini, più capacità di copertura su un territorio vastissimo. Per la maggioranza è una strada già avviata, con richieste formali inoltrate e una nuova mozione in arrivo in consiglio comunale. Per Fratelli d’Italia il giusto riconoscimento post fusione.
Resta però il nodo dell’immediato. Dalla videosorveglianza ai presìdi operativi nelle aree più sensibili, fino alla richiesta di reparti specializzati, la città chiede risposte rapide mentre l’estate si avvicina.
Il dato politico che emerge è netto: tutti riconoscono l’emergenza sicurezza, ma si dividono sugli strumenti. Chi punta su misure immediate come Strade Sicure. Chi insiste su interventi strutturali: più agenti, più carabinieri, più organizzazione. Nel mezzo, una città che continua a vivere una sensazione diffusa: quella di essere troppo grande per essere gestita con gli strumenti attuali, ma ancora troppo marginale per ottenere quelli adeguati.