Sanità nel caos, si dimette Bernardi: il caso Punto nascita di Co-Ro travolge l’Asp di Cosenza
Suo l'ordine di servizio che avrebbe dovuto dar via alla riorganizzazione (poi abortita) dello spoke di Co-Ro. Il nodo dei 1,6 milioni spesi riaccende lo scontro tra tecnici e politica mentre la riorganizzazione resta bloccata
CORIGLIANO-ROSSANO - Terremoto nella dell’Azienda sanitaria provinciale, in via degli Alimena a Cosenza: si è dimesso il referente sanitario, Maria Pompea Bernardi, figura di riferimento per la riorganizzazione del management dopo il cambio ai vertici, voluto dal Commissario Occhiuto, a gennaio scorso, che è costato il trasferimento dell’allora direttore generale Antonello Graziano (oggi all’ASP di Crotone).
Scossa a Cosenza, anche se l’epicentro di questo sisma organizzativo che potrebbe avere uno sciame lungo - ancora una volta - dovrebbe trovarsi a Corigliano-Rossano.
Già, perché anche quest’ultima vicenda – già surreale – sembrerebbe raggomitolarsi attorno al mancato trasferimento del Punto nascita dello spoke jonico, dall’uno all’altro presidio della stessa città. Almeno, questo è quello che sembra nel susseguirsi degli eventi che si sono sviluppati negli ultimi giorni.
Un passo indietro, dicevamo, che arriva pochi giorni dopo quel cortocircuito amministrativo che ha fatto il giro del territorio: prima l’ordine di servizio che disponeva la sospensione dei ricoveri per Pediatria, Ginecologia e Ostetricia per consentire il trasferimento del reparto; poi, a distanza di poche ore, la clamorosa retromarcia. Tutto revocato. Tutto fermo.
E il dettaglio che non passa inosservato è che è stata proprio la Bernardi a sottoscrivere l’ordine di servizio che avrebbe dovuto avviare, finalmente, il trasferimento del Punto nascita da Corigliano a Rossano. Ed è stata sempre lei, poche ore dopo, a firmare l’annullamento dello stesso provvedimento.
Una sequenza che, già da sola, raccontava il livello di pressione e instabilità dentro cui si muove la riorganizzazione dello spoke. Oggi, con le dimissioni che, a quanto pare, sarebbero arrivate venerdì 27 marzo (due giorni fa), quella sequenza assume un significato diverso. Più profondo. Più politico.
E alla luce di queste dimissioni la curiosità su cosa sia successo davvero tra quelle due firme aumenta e pretende verità. Una cosa la sappiamo: dietro quella schizofrenica scelta c’è stata la “mano pelosa” della politica. Quella dei campanilismi. Anche se, in verità, nessuno fino ad ora è venuto allo scoperto.
Ed è uno dei tanti aspetti su cui si cerca di fare chiarezza da tempo, negli stessi salotti e nell’enclave politica cittadina e regionale. Su tutti, giova ricordare, una interrogazione della consigliera regionale Rosellina Madeo che, da mesi, sta chiedendo al presidente Occhiuto cosa stia accadendo nella riorganizzazione degli ospedali spoke di Corigliano-Rossano.
Intanto restano le dimissioni dal ruolo di referente sanitario dell’Asp, della dottoressa Bernardi, anche se la stessa rimane al suo posto come direttore sanitario dello spoke di Corigliano-Rossano.
Il punto nascita, il blocco dei ricoveri, la revoca immediata, gli 1,6 milionidi euro spesi per un reparto pronto ma mai attivato, lo scontro politico tra territori. E ora le dimissioni.
Non sono episodi isolati. Sono, inevitabilmente, tasselli dello stesso mosaico. Un mosaico in cui la linea tecnica – quella che avrebbe portato a concentrare i servizi a Rossano per garantire maggiore sicurezza grazie a rianimazione e sale operatorie e a spostare su Corigliano altre branche di area medica – continua a scontrarsi con una resistenza politica che, di fatto, blocca ogni decisione definitiva.
E nel mezzo restano i cittadini. E le partorienti. E un sistema che decide e si smentisce nel giro di poche ore.