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Caos totale allo spoke di Corigliano-Rossano: trasferimenti di reparti ordinati e revocati in poche ore

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CORIGLIANO-ROSSANO – La situazione è grave ma non è per niente seria. Già. Perché se da un lato c'è una sanità che programma, investe, firma atti ufficiali; dall'altra, quella stessa sanità è capace di ritirare i suoi stessi atti (e quindi si presume vagliati e ragionati) nel giro di poche ore. È dentro questo corto circuito – tecnico, politico, istituzionale – che si consuma l’ennesima pagina surreale della riorganizzazione dello spoke di Corigliano-Rossano. Una storia che ormai ha smesso di essere una criticità per diventare una vera e propria caricatura. Una barzelletta! Ecco l'ennesima riprova della disorganizzazione violenta e persistente in cui versano i due ospedali cittadini.

Il fatto è semplice, quasi brutale nella sua chiarezza. Il 23 marzo, ieri, con protocollo 46890, l’Asp di Cosenza dispone il blocco temporaneo dei ricoveri per Pediatria, Ostetricia e Ginecologia dello spoke di Corigliano-Rossano. Una decisione funzionale al trasferimento del reparto (da Corigliano a Rossano) e alla riorganizzazione dei servizi.

Passano poche ore – non giorni – giusto il tempo che quella comunicazioni arrivi nelle mani di qualche politico e arriva un secondo atto: protocollo 47193. Tutto revocato. Tutto sospeso. A data da destinarsi.

Una sequenza che, più che amministrativa, sembra essere preda di schizofrenica improvvisazione.

Il braccio di ferro tra tecnici e politica

Dietro questa retromarcia lampo c’è un dato politico che ormai non si riesce più a nascondere. È ovvio. Il management dell'Asp di Cosenza, non da oggi, aveva già tracciato una direzione: concentrare il punto nascita a Rossano, dove esistono sale operatorie e rianimazione, in nome della sicurezza delle partorienti e dell’efficientamento dei servizi. Lo aveva fatto, però, senza chiedere "il permesso" alla politica.

Una scelta coerente, almeno sulla carta, con la logica sanitaria. Ma quella linea, a quanto pare, si è scontrata con un muro politico.

A mettersi di traverso – a quanto pare – sarebbe stata, come sempre, la politica del versante coriglianese del Cino determinata a non depotenziare il "proprio" presidio. Una posizione legittima sul piano politico, ma che di fatto ha congelato un processo già avviato.

E qui nasce la prima contraddizione che rende questo caso grottesco: se quella scelta era politicamente inaccettabile, perché non fermarla prima?

Più di un milione e mezzo di euro nel limbo

Perché nel frattempo un dato resta, immobile e pesante: per assecondare questo gioco di campanili sono in bilico 1,6 milioni di euro già spesi. Soldi pubblici utilizzati per adeguare un’ala del Giannettasio di Rossano proprio in funzione del trasferimento del punto nascita.

Un investimento costruito su una strategia tecnica chiara: centralizzare per aumentare sicurezza e qualità. Oggi , però, quella struttura esiste, è pronta, ma resta di fatto inutilizzata.

Tanti soldi che restano spesi, fino a questo momento, inutilmente quando – se ci fosse stata una regia politica più chiara e attenta – magari si sarebbero potuti spendere per mettere a posto il Punto nascita del Compagna (che sta cadendo a pezzi). Certo, sarebbe rimasto e rimane ancora adesso il problema delle sale operatorie e della rianimazione, tant'è vero che nel presidio di Corigliano si possono effettuare solo parti senza complicanze. Perché dal momento in cui sorge un piccolo problema la partoriente deve essere trasferita a Cosenza dal momento che in quel presidio non ci sono gli strumenti idonei per poter procedere ad un parto in sicurezza per la mamma ed il nascituro. Ma questi – evidentemente – sono problemi secondari.

Anche se, a questo punto, la questione supera il caso specifico e diventa politica in senso pieno. Cosa pensa di tutto questo il presidente della Regione e commissario della sanità Roberto Occhiuto?

Perché qui non si tratta più solo di far luce su quella che è diventata una “pantomima” amministrativa. Si tratta di capire se nei processi tecnico-amministrativi l’ultima parola resta comunque in capo alla politica. È doveroso saperlo anche per capire a chi, i cittadini, devono chiedere spiegazioni per quei 1,6 milioni di euro spesi su un reparto pronto ma vuoto, per una riorganizzazione ospedaliera che esiste solo sulla carta.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.