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Horror ASP - Finestre chiuse con lo scotch e un materasso in mezzo alla stanza: l'imbarazzante ambulatorio di Cropalati

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CROPALATI – È un vero e proprio salto indietro nel tempo, in una retrospettiva dell’horror, dove il tempo si è fermato ma nel frattempo ha continuato a logorare. Siamo nell’ambulatorio pubblico (sic!) dell’ASP di Cosenza a Cropalati, nel cuore della Sila Greca.

All’ingresso del portone di via Roma, 7 una vecchia tabella che riporta ancora la dicitura “USL7 Rossano”, testimonianza di un altro passato e conferma di come qui il tempo si è fermato. Entriamo, i locali sono gelidi. Su una delle porte che da accesso ad una stanza c’è un foglio di carta appiccicato con lo scotch, anche questo ingiallito; c’è scritto “Guardia Medica”. Entriamo. Dentro non c’è nessuno. E ad accoglierci c’è solo un panorama spettrale da rimanere allibiti.

Degrado, improvvisazione e assenza di cura

Un salto indietro nel tempo, dicevamo, non solo negli arredi ma nella percezione stessa di cosa sia un luogo di cura. Al posto del lettino medico c’è una rete con un materasso (con le molle scoppiate!), muri segnati, infissi usurati e chiusi con il nastro isolante, impianti improvvisati. Servizi igienici? Da terzo mondo. Quello che fa più orrore è una poltrona logora, fuori contesto, che campeggia al centro della stanza. Sembra più adatta ad una cantinola dismessa che a un ambulatorio. E poi i dettagli che raccontano più di ogni altra cosa: una stufetta portatile accanto ad un termosifone che ormai fa solo da arredo; fili scoperti, prese arrangiate; superfici che non restituiscono alcuna idea di igiene sanitaria. Non è solo degrado. È assenza di cura.

Eppure quel cartello appeso all’ingresso rimette tutto al centro della questione: qui non siamo davanti a un caso isolato o a una struttura privata dimenticata. Qui siamo dentro un servizio pubblico. Già.

La denuncia nero su bianco del Sindaco Citrea

A certificare ciò che le immagini raccontano è la denuncia formale del sindaco Domenico Citrea, che ha scritto ai vertici della sanità calabrese parlando di una situazione «del tutto inaccettabile». Le sue parole sono nette, senza margini di interpretazione: «Da anni tali ambienti versano in uno stato di degrado strutturale e igienico assolutamente incompatibile con un servizio sanitario pubblico». Non è uno sfogo. È una constatazione di fatto.

Il primo cittadino va oltre e mette nero su bianco ai vertici dell’Azienda sanitaria una situazione imbarazzante: «i locali – scrive - risultano fatiscenti e privi dei requisiti minimi di decoro», mentre «il bagno nemmeno funziona» e «porte e portone non garantiscono adeguati livelli di sicurezza, soprattutto nelle ore notturne». Insomma, se l’Ufficio igiene dell’Azienda sanitaria dovesse piombare in quel luogo dovrebbe dichiarare tutto inagibile e mettere i sigilli.

Medici in fuga, diritto alla cura a rischio

Ma il passaggio più grave, quello che trasforma il degrado in emergenza sanitaria, è un altro. Citrea lo scrive chiaramente: «Tale stato di abbandono ha portato i medici di continuità assistenziale a rifiutare il servizio presso Cropalati, preferendo operare in Comuni più distanti pur di non lavorare in un contesto percepito come pericoloso, insalubre e indecoroso». Qui non si parla più, quindi, solo di condizioni indegne ma di una condizione strutturale che rischia di far saltare il diritto alla cura che da queste parti, in condizioni normali, è già una chimera.

Perché quando un medico rifiuta di lavorare in un presidio pubblico e i cittadini – a Cropalati c’è un tasso di anzianità elevato – non possono più curarsi si crea un vulnus nello stato di diritto che mortifica la democrazia.

Igiene assente e richiesta di intervento immediato

La lettera insiste anche su un altro aspetto che emerge chiaramente dalle immagini: l’igiene. «Le pulizie non vengono garantite con regolarità, ma risultano svolte solo raramente e in maniera del tutto saltuaria», scrive il sindaco. Insomma una condizione al limite del possibile e del reale.

Citrea, nella sua missiva, nel chiedere un intervento immediato e risolutivo, con tempi certi, volto a garantire la piena funzionalità, sicurezza e igiene dei locali – che riteniamo sia il minimo doveroso – avanza una pretesa legittima e sacrosanta: la disponibilità di medici che garantiscano assistenza alla sua popolazione. In loco e in ambienti sanitari degni di questo nome.

Non è un caso: è un simbolo

Anche perché Cropalati, in fondo, non è un’eccezione. È un simbolo. È il punto in cui la sanità, a queste latitudini, continua a rimanere una promessa disattesa. Qui non si chiede l’eccellenza. Non si chiede innovazione. Non si chiedono grandi opere.

Qui si chiede il minimo sindacale per sentirsi cittadini.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.