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Energia e crisi globale: ecco perché le comunità energetiche diventano strategiche

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CORIGLIANO-ROSSANO – In occasione della Gionata internazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, che si è celebrata lo scorso 26 marzo, abbiamo deciso di tornare a parlare di comunità energetiche ed energie rinnovabili.

Il surriscaldamento globale resta una delle sfide più urgenti che l’umanità è chiamata ad affrontare nei prossimi anni. Tuttavia, rispetto a due anni fa, il quadro si è ulteriormente complicato: alla crisi climatica si è affiancata una crescente instabilità geopolitica che ha messo in evidenza tutta la fragilità dell’attuale sistema energetico globale, ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili.

Le tensioni internazionali, i conflitti e le dinamiche legate al controllo delle risorse energetiche – in particolare petrolio e gas – hanno prodotto effetti diretti sui costi dell’energia, rendendoli sempre più volatili e imprevedibili. In questo scenario, appare sempre più rischioso affidare il fabbisogno energetico di interi Paesi a mercati instabili e condizionati da equilibri geopolitici spesso precari.

«Oggi più che mai è evidente quanto sia fragile un sistema energetico basato sulle fonti fossili e su logiche di dipendenza esterna», sottolinea Aldo Romeo di Romeo Group Fotovoltaica. «Serve un cambio di paradigma che metta al centro autonomia, sostenibilità e sicurezza».

Per questo motivo emerge con forza la necessità di ripensare i modelli di produzione e consumo dell’energia, accelerando quel processo ormai inderogabile che è la transizione energetica. Non si tratta più soltanto di una scelta ambientale, ma anche di una scelta strategica, economica e sociale.

La transizione energetica comprende un insieme ampio di interventi: dall’adozione di modelli di economia circolare all’agricoltura sostenibile, dall’efficientamento energetico degli edifici alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, fino alla gestione intelligente delle risorse idriche e dei rifiuti. Al centro di questo cambiamento vi è però un elemento chiave: il passaggio dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili.

È proprio in questo contesto che le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) assumono oggi un ruolo ancora più centrale rispetto al passato. Se inizialmente erano viste soprattutto come uno strumento per ridurre le emissioni e favorire la sostenibilità ambientale, oggi rappresentano anche una risposta concreta all’instabilità del mercato energetico globale.

«Le comunità energetiche non sono più solo una scelta “green”, ma una vera strategia di difesa economica per famiglie e imprese», prosegue Romeo. «Produrre energia localmente significa proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi e contribuire attivamente alla stabilità del sistema».

Ma che cos’è, in concreto, una comunità energetica? Si tratta di un modello innovativo basato sulla partecipazione attiva di cittadini, imprese ed enti locali, che producono e condividono energia da fonti rinnovabili – come il fotovoltaico – utilizzando la rete di distribuzione esistente. L’obiettivo non è solo ambientale, ma anche economico e sociale: ridurre i costi dell’energia, contrastare la povertà energetica e rafforzare la coesione delle comunità locali.

I membri di una Cer possono essere sia semplici consumatori (consumer) sia produttori e consumatori allo stesso tempo (prosumer). L’energia prodotta viene condivisa all’interno della comunità, favorendo l’autoconsumo e riducendo la dipendenza dalle forniture esterne. Questo aspetto è oggi particolarmente rilevante: produrre energia localmente significa sottrarsi, almeno in parte, alle oscillazioni dei prezzi legate ai mercati internazionali e alle crisi geopolitiche.

In altre parole, le comunità energetiche rappresentano una forma di “sicurezza energetica diffusa”, un sistema resiliente, decentralizzato e meno esposto ai rischi globali. Allo stesso tempo, continuano a garantire benefici ambientali significativi, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alla tutela degli ecosistemi.

Oggi le comunità energetiche rappresentano un modo sostenibile, partecipato e – soprattutto – più sicuro di produrre e consumare energia. Un’opportunità per i territori di diventare protagonisti della transizione energetica, riducendo la propria vulnerabilità e costruendo un modello di sviluppo più autonomo, equo e resiliente.

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.