3 ore fa:Porto di Cariati, Le Lampare: «L’emergenza è certificata dagli atti. Il Consiglio si riunisca entro il 22 maggio»
1 ora fa:Morti sul lavoro, Perciaccante (ANCE): «La sicurezza non è burocrazia, ma difesa della vita»
2 ore fa:Il WWF Calabria Citra Co-Ro dona tavoli serviletto all’Oncologia dell’Ospedale Compagna - VIDEO
5 ore fa:Screening colon retto, Madeo (PD): «Avviata procedura per l'acquisto dei macchinari»
19 minuti fa:Corigliano-Rossano diventa una galleria diffusa: al via “Urban Script’ Art” per Scriptoria 2026
2 ore fa:Sostenibilità, il Majorana visita il parco biometano di Ecoross
3 ore fa:Crosia, attivato il primo hotspot pubblico Wi-Fi con tecnologia Wi-Fi Call nel Centro Storico
1 ora fa:Da Corigliano-Rossano ai box della Formula 1: il sogno mondiale di Cosmo Ferraro
4 ore fa:Giovanna Brindisi conquista il titolo di Allenatore FIDAL
4 ore fa:Alla comunità terapeutica Regina Pacis nasce il corso di pasticceria per il reinserimento sociale

Dati Arpacal, anche il mare di Schiavonea ora ha le carte in regola per ambire alla Bandiera Blu

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – La fotografia del Mar Jonio del nord-est calabrese cambia passo. E lo fa sdoganando slogan e frasi fatte e calandosi nella realtà dei dati e delle cifre, come quelli che arrivano dalla qualità delle acque di balneazione che ormai, quasi ovunque, è eccellente. È da qui che bisogna partire per leggere in anticipo la partita delle Bandiere Blu 2026. Perché se è vero che il vessillo della FEE non si assegna solo guardando il mare, è altrettanto vero che senza un mare “eccellente” non si parte nemmeno.

E oggi, quel requisito, c’è. Se non per tutti, per molti.

Il report ARPACAL 2025, costruito sui dati degli ultimi quattro anni, infatti, consegna un quadro inequivocabile: lungo la fascia jonica della Sibaritide, da Rocca Imperiale a Cariati, la quasi totalità dei punti di balneazione è classificata “eccellente”. Un salto netto rispetto al passato recente, che consolida un trend già in crescita.

Dentro questa cornice rientrano praticamente tutti i comuni della fascia nord-est: Montegiordano, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano, Corigliano-Rossano, Crosia, Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Cariati. Non tutti sono Bandiera Blu, ma quasi tutti hanno oggi il requisito più difficile da ottenere.

Nel 2025, lungo questo tratto di costa, la FEE ha premiato sei comuni: Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana, Corigliano-Rossano e Cariati.

Sono loro che oggi partono in pole per la riconferma 2026. E non solo per inerzia. Perché accanto alla qualità delle acque, questi territori hanno dimostrato negli anni di saper tenere in piedi un sistema: servizi, sicurezza, gestione dei rifiuti, accessibilità, informazione ambientale.

È questo che fa la differenza. La Bandiera Blu, infatti, non è una fotografia ma un processo. Non premia il mare in sé, ma come quel mare viene gestito e raccontato.

Serve una spiaggia attrezzata, cartellonistica chiara, assistenza ai bagnanti, depurazione efficiente, raccolta differenziata, educazione ambientale, continuità amministrativa. Serve, soprattutto, un Comune che decida di candidarsi seriamente. Ed è qui che si apre il secondo livello della partita.

Per realtà come Montegiordano, Mandatoriccio e Pietrapaola, ma anche per altri tratti della costa, il dato ARPACAL dice che la base c’è. Le acque sono pronte.

Quello che manca, semmai, è il resto: infrastrutturazione delle spiagge, standard FEE, capacità di costruire un dossier competitivo. È una questione amministrativa, prima ancora che ambientale. E quindi politica.

Il caso Corigliano: il dato del Quadrato può cambiare scenario

Ma il vero elemento di novità, quello che può cambiare la geografia delle Bandiere Blu nei prossimi anni, arriva da Corigliano-Rossano.

Nel report ARPACAL 2025, il punto di prelievo del Quadrato, nel cuore di Schiaconea, risulta classificato eccellente. E non è un dato isolato. Anche altri tratti del litorale coriglianese – dal Camping Thurium al canale Missionante – mostrano lo stesso livello qualitativo.

Un segnale chiaro: quel tratto di costa ha recuperato, e oggi è competitivo rispetto agli anni passati, quando ad essere premiato è stato solo il tratto litoraneo di Sant'Angelo (a Rossano). E questo apre un ragionamento che fino a qualche anno fa sarebbe stato azzardato.

Schiavonea, da suggestione a candidatura

Perché se il Quadrato è eccellente, se più punti del litorale coriglianese lo sono, allora Schiavonea diventa, per forza di cose, una candidata possibile e autorevole per l'ottenimento dell'ambito vessillo della FEE.

Attenzione: non automatica. Non immediata. Ma possibile sì. Perché il presupposto tecnico – la qualità delle acque – oggi c’è. E in modo diffuso. Non è più il punto debole.

Quello che serve, ora, è il salto successivo: mettere Schiavonea a standard Bandiera Blu.

La sensazione, oggi, è che il 2026 sarà un anno di consolidamento: le sei Bandiere Blu già assegnate hanno tutte le carte per restare tali. Ma sarà anche un anno di preparazione. Perché il vero salto potrebbe arrivare subito dopo, quando i comuni che oggi hanno acque eccellenti ma non il riconoscimento avranno deciso se fare il passo in avanti.

E tra questi, Corigliano-Rossano - dicevamo - può giocare una partita doppia. Confermare ciò che ha già. E allargare il perimetro.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.