Altomonte isolata, qualcuno vuole che il caso della Provinciale 121 arrivi a Roma
L'ex consigliere comunale Vincenzo Borrelli chiama Loizzo e Orrico per interrogazione parlamentare urgente sulla viabilità al collasso. Accuse alla Provincia: «Promesse tradite, cittadini isolati»
ALTOMONTE – Una strada chiusa, un paese isolato, promesse rimaste sulla carta. E ora qualcuno chiede che il caso della SP 121 finisca dritto a Roma. Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale di Altomonte, rompe gli indugi e alza il livello dello scontro: ha chiesto ufficialmente un’interrogazione parlamentare urgente agli onorevoli Simona Loizzo (Lega) e Anna Laura Orrico (M5S), chiamando in causa entrambi gli schieramenti per sbloccare una situazione che, denuncia, «sta diventando insostenibile».
Il punto è uno: la provinciale in contrada Le Crete, all’altezza del Curvone Pancaro, è totalmente chiusa, sbarrata da guardrail e transenne. E Altomonte, di fatto, resta tagliata fuori.
Borrelli non parla solo di disagi, ma punta il dito contro atti ufficiali mai seguiti dai fatti. «Il 28 febbraio 2025, in Consiglio comunale, il sindaco pro tempore Gianpietro Carlo Coppola aveva garantito la messa in sicurezza del tratto entro l’autunno. Quelle promesse, certificate dalla delibera n. 9, sono state tradite», accusa. Parole pesanti, che trasformano la vicenda in un caso politico-amministrativo, in un momento infuocato per il borgo, alle prese con la Commissione d'accesso dopo lo scioglimento dell'Amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose.
La chiusura della SP 121 ha prodotto un effetto domino: il traffico è stato deviato su strade secondarie, non progettate per reggere mezzi pesanti. Pertanto da un lato si registra il deterioramento rapido della viabilità alternativa, dall’altro il rischio concreto di danneggiare la nuova rete fognaria, un’infrastruttura appena realizzata e ancora non attivata. «È un danno economico per tutta la comunità», sottolinea.
Ma il punto più critico è sociale. Con la soppressione delle fermate del servizio Trasporti Nord Calabria nel centro abitato, perché i bus non possono arrivare più nel borgo, le famiglie sono costrette ogni giorno a soluzioni di emergenza per raggiungere la prima fermata utile che si trova a 5 chilometri dal centro abitato. Insomma, un servizio pubblico essenziale che, di fatto, è venuto meno.
Da qui la scelta di coinvolgere parlamentari di maggioranza e opposizione. Una scelta non casuale. «Il diritto alla mobilità non ha colore politico – afferma Borrelli –. Altomonte è commissariata e non può essere abbandonata o considerata una priorità secondaria».
Nel mirino finisce anche la Provincia di Cosenza e il presidente Biagio Faragalli: «Non è mai venuto sul posto in forma istituzionale per verificare la gravità della situazione».
L’obiettivo dell’interrogazione è chiaro: ottenere un intervento ispettivo immediato e l’apertura del cantiere senza ulteriori rinvii. «La vicenda rimbalza ogni giorno sulle testate – conclude Borrelli – ma servono fatti. I lavori sulla SP 121 devono partire subito, e devono essere fatti bene».