Saldi senza boom: a Corigliano-Rossano si compra meno, ma con più testa
Nella città unica il commercio mostra due volti: tra Corigliano e Schiavonea la tenuta regge, mentre nell’area urbana di Rossano il calo dei consumi e la crisi occupazionale pesano anche nel periodo dei saldi
CORIGLIANO-ROSSANO - Saldi avviati, vetrine accese e clienti più attenti: il commercio cittadino attraversa una fase di sostanziale tenuta, specchio di un cambiamento ormai strutturale nelle abitudini di consumo. Nella terza città della Calabria, tra i due centri urbani, gli Scali, Schiavonea e il centro commerciale – punto di riferimento ormai storico – lo shopping non si ferma, ma procede con passo misurato, guidato da scelte sempre più selettive.
Con l’avvio dei saldi non sono mancate le occasioni di risparmio e le tradizionali “corse agli sconti”, anche se il quadro generale restituisce l’immagine di un consumatore più consapevole ma, allo stesso tempo, più povero rispetto al passato. Si compra meno, si compra meglio, e soprattutto si compra solo ciò che è davvero necessario.
Il bilancio delle festività natalizie si è chiuso in linea con il trend degli ultimi anni: una lieve flessione, senza crolli ma anche senza picchi significativi. Un equilibrio fragile che racconta di un commercio capace di resistere, pur dovendo fare i conti con un contesto economico complesso e con l’aumento generalizzato del costo della vita.
I rincari su beni essenziali e spese quotidiane hanno inevitabilmente inciso sui comportamenti delle famiglie. A questo si aggiunge l’e-commerce, che ha progressivamente eroso fette importanti di commercio tradizionale. Oggi il rapporto qualità-prezzo è la vera bussola degli acquisti: cala la corsa all’ultimo modello di smartphone, elettrodomestico o capo firmato, mentre cresce l’attenzione al costo finale, soprattutto per le spese non indispensabili.
Nonostante tutto, alcuni comparti continuano a reggere. L’elettronica di consumo, le sneakers, l’abbigliamento informale e i regali più richiesti dai giovani mantengono una domanda stabile. Segnali incoraggianti che, però, non raccontano una ripresa piena, quanto piuttosto una capacità di adattamento a una disponibilità economica più ristretta.
Nel periodo dei saldi l’afflusso resta contenuto. Non c’è l’assalto di un tempo, ma il risparmio continua a rappresentare un incentivo e molti consumatori attendono proprio questo momento per effettuare acquisti rimandati durante l’anno.
Il quadro, però, non è uniforme in tutta la città. In alcune zone la tenuta è evidente, in altre la difficoltà è più marcata. A confermare una situazione complessivamente stabile è un commerciante di Corigliano Scalo: «Gli affari sono nella media. Possiamo contare su una clientela fidelizzata che continua a sceglierci, anche senza grandi picchi».
Segnali leggermente più positivi arrivano dalla frazione di Schiavonea. Una commerciante del settore abbigliamento evidenzia come «rispetto allo scorso Natale i numeri siano stati in leggera crescita. Anche i saldi stanno registrando un buon afflusso, con clienti attenti al prezzo ma presenti».
Decisamente più critica, invece, la situazione nell’area urbana di Rossano. Qui il tessuto economico, storicamente fondato su salari e stipendi più che su lavoro autonomo e imprenditoriale, risente maggiormente della carenza occupazionale. Meno lavoro significa meno consumi, a fronte di un’offerta commerciale spesso percepita come poco accessibile. Non a caso, tra i commercianti prevale il silenzio: c’è poca voglia di parlare e poco entusiasmo, anche in un periodo tradizionalmente favorevole come quello dei saldi.
Nel complesso, il centro commerciale I Portali e le attività storiche continuano a rappresentare un punto di riferimento solido, con numeri che hanno retto all’urto di una fase economica delicata. Un quadro fatto di luci e ombre che racconta una comunità di consumatori più prudente, ma ancora disposta a sostenere il commercio locale quando qualità, convenienza e fiducia riescono a incontrarsi.