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Corigliano-Rossano, bonifica ex distributori nel centro storico: scontro Comune-Provincia sull’area Sant’Antonio

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CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo anni di attese, ordinanze e rimpalli istituzionali, nel centro storico di Rossano si riapre finalmente il dossier delle vecchie stazioni di rifornimento dismesse. Due aree, distanti poche centinaia di metri l’una dall’altra, che per oltre un decennio sono rimaste simbolo di degrado urbano e di una lunga paralisi amministrativa.

La prima riguarda l’ex stazione di rifornimento di Porta Cappuccini, chiusa da quasi quindici anni. Proprio in questi giorni si stanno completando gli interventi di bonifica delle vecchie cisterne interrate: lavori eseguiti dalla società titolare dell’impianto, che provvederà anche al ripristino dello stato dei luoghi senza costi per il Comune.

Un passaggio atteso da tempo e che consente finalmente di mettere in sicurezza un’area delicata del centro storico. Resta però ancora da sciogliere un nodo urbanistico: il grande manufatto in cemento che insiste accanto all’ex distributore. Una struttura che oggi interrompe la continuità dello spazio pubblico e che si troverebbe proprio nel tracciato di quello che dovrebbe diventare il prolungamento del marciapiede. Sul futuro di quell’opera – riqualificazione o demolizione – si dovrà aprire nelle prossime settimane una valutazione progettuale.

A poca distanza da Porta Cappuccini si trova poi l’altra ferita urbana, quella dell’ex distributore di servizio della caserma dei Vigili del Fuoco di località Sant’Antonio. Anche qui l’impianto è dismesso da anni e per lungo tempo l’area è rimasta in una sorta di limbo amministrativo.

L’immobile è infatti di proprietà della Provincia di Cosenza, ma di fronte alla mancata attivazione dell’ente proprietario il Comune di Corigliano-Rossano ha deciso di intervenire direttamente, avocando a sé i poteri sostitutivi. L’intervento prevede la rimozione della colonnina e del serbatoio e il ripristino dello stato dei luoghi, con un costo stimato di circa 6 mila euro, che verrà poi addebitato alla stessa Provincia.

Su questa vicenda è intervenuto con una nota il consigliere comunale di maggioranza Tonino Uva, candidato anche alle prossime elezioni provinciali dell’8 marzo, ma anche colui che la storia di queste due "emergenze" del centro storico le sta seguendo da sempre.

«Per diciassette anni – scrive Uva – nell’area dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Sant’Antonio sono rimaste due colonnine arrugginite e due cisterne mai bonificate. Diciassette anni di silenzi, rinvii e scaricabarile istituzionali».

Il consigliere ricostruisce i passaggi amministrativi che hanno portato all’intervento: «Nel 2024, appena eletto, ho segnalato formalmente la situazione alla Provincia, proprietaria dell’immobile. Nessuna risposta. Ho coinvolto la Prefettura di Cosenza e i Vigili del Fuoco: è arrivata una diffida e l’area è stata delimitata, ma ancora una volta senza interventi concreti».

Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di procedere autonomamente. «Nell’agosto 2025 – prosegue Uva – con ordinanza sindacale e attivazione dei poteri sostitutivi attraverso il Settore Ambiente si è arrivati alla determina per la rimozione e la bonifica, con addebito delle spese alla Provincia inadempiente».

Una presa di posizione che assume anche un significato politico. «Quando un ente non agisce – conclude – chi ha responsabilità deve assumersi il peso delle decisioni. La politica credibile non è quella che annuncia. È quella che decide».

Nel frattempo, mentre i lavori di bonifica iniziano a restituire decoro a uno degli ingressi storici di Rossano, resta aperta la questione più ampia della rigenerazione degli spazi urbani dismessi nel centro storico. Perché bonificare è solo il primo passo: il vero banco di prova sarà trasformare quei vuoti urbani in nuove opportunità per la città.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.