3 ore fa:Prevenzione e tutela del territorio: il Comune di Crosia avvia la pulizia dei canali e convoca gli enti competenti
4 ore fa:Consulta dei Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco scommette sulla diaspora: «La Calabria globale è una grande risorsa di futuro»
6 ore fa:Emodinamica, Sinistra Italiana-AVS scrive a Occhiuto: «Serve l’H24 a Co-Ro. Pronti alla mobilitazione»
3 ore fa:Sanità, Cassano avrà Ospedale e Casa di Comunità: avvio previsto entro fine settembre
7 ore fa:Corigliano-Rossano, minacce anche di morte al vicino: divieto di dimora e braccialetto elettronico
8 ore fa:Trebisacce porta identità e sapori al Festival dei Borghi più belli d’Italia
2 ore fa:Sanità territoriale, l'Asp di Cosenza ridisegna la rete: 26 Case e 9 Ospedali di comunità
5 ore fa:Rigenerazione del centro storico di Cassano, via libera all'esecutivo per tre palazzi gentilizi: 13 nuovi alloggi popolari
6 ore fa:Taglio dei voli, l'affondo di Rosellina Madeo (PD): «La Calabria rischia uno splendido isolamento, Occhiuto tuteli studenti e lavoratori»
4 ore fa:Porto di Corigliano, il cantiere navale è operativo: primo alaggio per un grande peschereccio

Nord-est Calabria, è iniziata la raccolta delle olive. Ma manca la manodopera

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – È tornato il profumo di olive nell’aria. Tra i filari che abbracciano la Piana di Sibari e risalgono fino alle colline del Pollino e della Sila greca, è cominciata in queste ore la raccolta. E si rinnova un rito antico quanto le nostre comunità, che non è solo produzione agricola, ma identità materiale e spirituale di un territorio che ancora parla la lingua della civiltà rurale.

Qui l'olivo non è monocultura ma atlante genetico: la Dolce di Rossano, carnosa e nobile; la Carolea, regina assoluta della resa; la Tondina di Cassano, piccola e aromatica; la Ottobratica, che anticipa i tempi e regala oli verdi e pungenti; antiche madri come la Pennulara di Saracena e la Sinopolese reintrodotta nelle aree interne; fino alle nuove “innesti culturali” come la Coratina, che qui trova una mineralità ionica irripetibile. È biodiversità viva, non museo.

Ed è un patrimonio riconosciuto: questa è la dorsale più densamente rappresentata d’Italia nell’Associazione Nazionale “Città dell’Olio”. Ne fanno parte Corigliano-Rossano, Cassano allo Ionio, Cerchiara, Civita, Saracena, Spezzano Albanese, Firmo, San Giorgio Albanese, San Demetrio, Altomonte, Terranova da Sibari, Morano, Plataci, Campana; altri comuni, tra cui Trebisacce e Castrovillari, sono in fase avanzata di adesione.

Ma oggi c’è una variabile che pesa più del clima e delle mosche: la manodopera non si trova. “Non si trova gente per raccogliere” è la frase ripetuta da frantoiani e aziende da Villapiana a Cropalati. È un’emergenza silenziosa: braccianti stagionali sempre meno, giovani completamente assenti, costo del lavoro in salita, burocrazia insostenibile. Senza forza lavoro, l’olio resta sull’albero. Ed è uno scenario che non riguarda più solo l’ortofrutta o la viticoltura, ma l’ulivo — cioè il cuore stesso del Mediterraneo.

E la posta è alta. Secondo l’ISMEA, la filiera olivicola calabrese vale oltre 500 milioni di euro l’anno, tra produzione ed economia derivata, con un potenziale di export ancora largamente inespresso.

E allora questa campagna che si apre oggi non è solo agricoltura: è una prova di maturità culturale e strategica.

Il nord-est calabrese saprà trattare l’olio non come un ricordo, ma come un asset economico centrale del proprio futuro?

La risposta, come sempre, non viene dall’albero. Ma dalla politica. E dal mercato.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.