3 ore fa:Co.Ro. Educational, entusiasmo nelle scuole primarie di Corigliano-Rossano
4 ore fa:Elisabetta Santoianni si insedia alla guida della Sesta Commissione
4 ore fa:Cassano presenta la Stagione Teatrale 2026: conferenza stampa e novità per studenti e famiglie
1 ora fa:La Diocesi di Rossano Cariati celebra Giornata della Vita Consacrata 2026
49 minuti fa:Schiavonea, fermato il presunto rapinatore del bar: arresto in 24 ore
1 ora fa:Maltempo, Baldino (M5S): «Servono risorse per infrastrutture e ristori, non opere inutili»
3 ore fa:Incidente nella notte a Cantinella: auto finisce negli agrumeti. Due feriti
15 ore fa:Ferramonti al centro delle celebrazioni ufficiali e istituzionali del Giorno della Memoria in Calabria
2 ore fa:Morte sospetta di una donna in ospedale: tre operatori sanitari finiscono sul registro degli indagati
2 ore fa:Giuseppe Parrilla campione d’Italia di Motonautica: il comune di Cariati si congratula per il successo

Dentro la montagna per Santa Barbara: 800 lavoratori celebrano la patrona dei minatori nella galleria del Megalotto 3

1 minuti di lettura

TREBISACCE – È stata una celebrazione col sapore della terra, del cemento e della fatica quotidiana. Ma anche della gratitudine e dell’orgoglio. La Festa di Santa Barbara – patrona dei minatori, degli edili, di chi lavora sottoterra e affronta ogni giorno il rischio come compagno di viaggio – quest’anno è stata una festa vissuta nel cuore pulsante dei cantieri del Terzo Megalotto della Statale 106 Jonica, dentro una delle due canne della grande galleria di Trebisacce, quasi quattro chilometri scavati nel ventre della Sibaritide.

Un luogo simbolico, scelto non per spettacolarità ma per coerenza: è qui che, ogni giorno, centinaia di minatori lavorano, avanzano, sbancano, consolidano, costruiscono ciò che diventerà una delle opere strategiche più importanti per la Calabria e per il Paese.

Oltre 800 persone – operai, tecnici e dirigenti del Consorzio Sirjo/Webuild, impegnati nel Terzo Megalotto e già mobilitati anche per il nuovo tracciato Sibari-Corigliano-Rossano – hanno preso parte alla solenne celebrazione. A guidarli, come sempre, l’Amministratore unico e Project Manager Salvatore Lieto, considerato il “papà” dell’intera opera: una figura di riferimento, tecnica e umana, che ha accompagnato passo dopo passo la trasformazione del cantiere in una vera comunità del lavoro.

L’altare, semplice, austero e allo stesso tempo amestoso, è stato allestito dagli stessi operai all’interno della galleria. Dove Monsignor Francesco Savino, vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio, ha celebrato la Santa messa. Da lui parole di conforto, ma anche di responsabilità, rivolte a chi vive turni duri, condizioni complesse, e ogni giorno mette la propria competenza e il proprio coraggio al servizio di un’opera collettiva.

Parallelamente alla dimensione religiosa, la giornata è stata anche un momento di riflessione civile e sindacale. Come ricordato dalla Fillea Cgil, Simone Celebre, Santa Barbara non è solo una ricorrenza: è il richiamo a una cultura della sicurezza che deve essere quotidiana.

In un settore ad alto rischio come quello delle gallerie, ogni centimetro conquistato nella roccia porta con sé un patto implicito: tutela dei lavoratori, formazione continua, controlli rigorosi, contratti regolari, dignità professionale.

«A loro – ai minatori, agli edili, a chi fatica nel silenzio del sottosuolo – va il nostro pensiero e la nostra riconoscenza» ha detto Celebre. Un riconoscimento che non è rituale, ma politico: i cantieri non devono essere luoghi di eroismo, ma di diritti.

La celebrazione è stata anche l’occasione per fare il punto sulla galleria Trebisacce della nuova Sibari-Roseto. Le due canne – strutture imponenti e strategiche – sono ormai quasi completate e, secondo il cronoprogramma, entro un anno saranno interamente percorribili. Una tappa fondamentale per l’avanzamento del Megalotto 3, una delle opere infrastrutturali più attese e discusse degli ultimi decenni.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.