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Castrovillari celebra la memoria di Franco Fortunato, il Sindaco di Tutti

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CASTROVILLARI - L'immortalità di uomo vissuto tra la sua gente e per la sua gente. Un'immortalità laica, popolare, senza frontiere. Oggi il ricordo di Franco Fortunato, economista e sindaco di Castrovillari dal 1998 al 2002, riecheggia nell'infinito della memoria della comunità del Pollino, che a distanza di 12 anni dalla sua prematura dipartita gli ha dedicato la sala del Consiglio Comunale, il luogo più solenne ed emblematico della liturgia democratica.

Stamani la cerimonia di intitolazione della Sala al culmine della celebrazione del Consiglio Comunale, presieduto dal presidente Giuseppe Santagada, riunitosi in sessione straordinaria e monotematica alla presenza del Sindaco Domenico Lo Polito, della Giunta, dell'Assemblea civica, di tutti (nessuno escluso) gli ex amministratori che hanno lavorato con lui gomito a gomito nel governo della Città e della Famiglia Fortunato, guidata dalla moglie Memena La Regina, dalle figlie Francesca e Alessandra e dai generi, i nipoti.

Tantissime le persone nella platea nella neo intitolata "Sala Fortunato", provenienti da tutto il territorio della Calabria del nord-est, imprenditori, professionisti e un numero considerevole di gente comune, appartenente al ceto del Popolo al quale il Sindaco Franco era estremamente e sinceramente legato. Tutti hanno celebrato la sua lungimiranza, sia come rappresentante istituzionale che come politico e professionista, ma soprattutto – ed è questo che rende Fortunato una figura straordinaria -  lo hanno celebrato per l'uomo ed il cittadino esemplare che è stato nei suoi sessantasei anni di vita, vissuta a servizio delle persone, soprattutto degli ultimi.

È stata la commozione penetrante a fare da cornice ad una solenne cerimonia di popolo che ha innalzato sull’altare laico della democrazia quello che trasversalmente è stato definito da tutti, il Sindaco di tutti. Un titolo che gli hanno riconosciuto i tanti “allievi” politici che sono cresciuti seguendo le sue orme, glielo ha riconosciuto – oggi in modo ufficiale e assoluto – anche quanti hanno avuto trascorsi politici divergenti. E questo anche il motivo per cui la decisione di intitolazione della Sala Consiliare, partita dal Comitato proponente (Armando Garofalo, Luigi Filpo, Antonio Gatto, Giacomantonio D’Angelo, Nino La Falce), ha trovato parere favorevole e unanime.

I familiari di Franco Fortunato, la signora Memena La Regina e le figlie Francesca e Alessandra con il Comitato promotore

«Sindaco di Castrovillari. Persona illuminata e lungimirante, gentile e generosa» questo è inciso nella pietra che d'ora in poi risiederà sul muro del Civico consesso.

Cosa è stato e cosa continua a rappresentare Franco Fortunato per Castrovillari e cosa ha lasciato impresso nei cuori di tutti e di ognuno, lo hanno raccontato quanti sono intervenuti alla cerimonia del Consiglio comunale: un comunista di valori, un uomo mite, un padre buono e amorevole, convintamente ateo ma che aveva fatto dei principi del Vangelo una regola di vita. Forse questa è la chiosa per rappresentare l'idea di vita che ha viaggiato nel corpo di Franco Fortunato e che oggi continua a muoversi nel ricordo e negli insegnamenti che ha lasciato in eredità nel suo testamento morale.

Dal sindaco Lo Politico, che ha ricordato la sua visione («fu il primo a saper guardare ogni oltre confine e ad immaginare la nuova Sybaris») ai consiglieri comunali e ai rappresentanti politici di ieri e di oggi, alleati e oppositori, amici e avversari, che hanno consegnato, ognuno, uno spaccato di vita vissuta di fianco a Fortunato, ognuno ha raccolto qualcosa dal campo del sapere e della generosià di quell'uomo e stamattina hanno ricomposto un puzzle bellissimo. C'è chi ha ricordato il continuo ed incessante aiuto ai poveri, chi – invece – non si è dimenticato della Primavera della Cultura che visse Castrovillari sotto la guida di “Franchino”, chi – ancora – ha riportato come un monito alla memoria le sue politiche sociali e di istituzionalizzazione di un comune che prima di lui non aveva nemmeno uno Statuto. Altri, invece, hanno raccontato aneddoti emblematici come quando in città arrivò l'allora capo indiscusso della destra italiana, Gianfranco Fini, e il sindaco Fortunato lo accolse con tutti gli onori di un buon padre di famiglia.

Insomma, quello di stamani è stato il racconto conclusivo di una favola bellissima, con un finale dalle note dolci e commoventi. Una fiaba, così come l'ha raccontata la signora Memena La Regina, moglie di Franco Fortunato: «Ogni favola – ha detto con dolcezza – inizia con Un c'era una volta e tutto il continuo lo abbiamo raccontato in questi anni di assenza di Franco in cui la sua memoria non si è mai persa tra chi lo ha conosciuto e tra la sua gente. Oggi era arrivato il momento di chiudere, di dare un finale a questa fiaba bellissima con la consapevolezza adesso che Franco sarà per sempre un faro e un punto di riferimento per il suo popolo».

Franco Fortunato, per noi (che sentiamo ancora la sua Eco in ogni attimo e in ogni gesto dell’agire quotidiano all’interno della redazione) e per tutti, è stato l’uomo che ha saputo buttare il cuore oltre l’ostacolo, ha saputo guardare oltre ogni confine fisico e mentale, ma soprattutto ha saputo immaginare quello che sarebbe stato o avrebbe potuto essere questo presente. Facesti come colui che cammina di notte, e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso. Egli cammina al buio, si apre la strada nel buio ma dietro di sé illumina gli altri.

 

 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.