Urne aperte per le provinciali: Caruso e Faragalli alla ricerca dell'ultimo voto
1740 amministratori locali chiamati al voto per eleggere presidente e consiglio. Sfida tra il sindaco di Cosenza Franz Caruso e quello di Montalto Uffugo Biagio Faragalli. Decisivi i grandi comuni e il sistema del voto ponderato
COSENZA – Urne aperte oggi, domenica 8 marzo, per il rinnovo del Presidente e del Consiglio provinciale di Cosenza, in una tornata elettorale che, come avviene ormai dal 2014 con la riforma delle Province, si svolge con il sistema del voto di secondo livello. Non saranno quindi i cittadini a scegliere i nuovi vertici dell’ente di Piazza XV Marzo, ma sindaci e consiglieri comunali dei 150 comuni della provincia, chiamati a esprimere la propria preferenza fino alle ore 20.
La sfida per la presidenza vede contrapposti Franz Caruso, sindaco di Cosenza e candidato dell’area di centrosinistra, e Biagio Antonio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo sostenuto dal centrodestra. I loro nomi sono stati ufficializzati nel manifesto elettorale predisposto dall’Ufficio elettorale provinciale (nei giorni scorsi nei nostri studi il confronto sulle posizioni e le prospettive per la Calabria del nord-est - RIVEDILO QUI).
Accanto alla corsa per la presidenza si rinnova anche il Consiglio provinciale, composto da dodici membri, con due liste a sostegno di ciascun candidato.
Le operazioni di voto si svolgono tutte all’interno della sede della Provincia di Cosenza, in Piazza XV Marzo, dove è stato allestito un seggio principale e quattro sottosezioni distribuite tra il primo e il secondo piano del palazzo provinciale. La suddivisione è stata pensata per evitare assembramenti e garantire uno svolgimento ordinato delle operazioni elettorali.
Il seggio principale, collocato nella Sala Consiglio al primo piano, accoglie 332 elettori, cioè gli amministratori dei comuni appartenenti alle fasce demografiche C ed E, quelli cioè con popolazione superiore ai 5 mila abitanti. Qui si vota con schede di colore grigio e verde. Nella Sottosezione 1, allestita nella Sala Commissioni sempre al primo piano, votano invece 349 amministratori dei comuni più piccoli, appartenenti alla fascia A, da Acquaformosa a Domanico, utilizzando schede di colore azzurro. Altri 346 elettori della stessa fascia votano nella Sottosezione 2, nella Sala Consiglieri, mentre la Sottosezione 3, collocata nella Sala Stemmi al secondo piano, ospita 358 votanti sempre dei comuni sotto i 3 mila abitanti. Infine, nella Sottosezione 4, nella Sala Specchi, votano 356 amministratori dei comuni appartenenti alle fasce B e D, cioè tra 3 mila e 30 mila abitanti, con schede arancioni e rosse.
Complessivamente il corpo elettorale è composto da 1740 amministratori locali, tra sindaci e consiglieri comunali. Un numero che racconta bene la dimensione della rappresentanza istituzionale nella provincia più grande della Calabria, ma che non coincide automaticamente con il peso politico reale dei territori. Questo perché, nelle elezioni provinciali, il voto non ha lo stesso valore per tutti: entra infatti in gioco il sistema del voto ponderato, che attribuisce un peso diverso a ogni amministratore in base alla popolazione del comune che rappresenta.
In pratica il voto di un consigliere o di un sindaco di un grande centro vale molto di più rispetto a quello di un amministratore di un piccolo comune. Gli indici di ponderazione variano infatti da 20 punti per i comuni sotto i 3 mila abitanti fino a 325 punti per quelli oltre i 30 mila abitanti. È un meccanismo pensato per riequilibrare la rappresentanza territoriale, ma che produce effetti politici molto evidenti.
Basta osservare la composizione del corpo elettorale per capirlo. Oltre mille amministratori provengono dai comuni con meno di 3 mila abitanti, che rappresentano la stragrande maggioranza numerica degli elettori. Tuttavia il peso ponderato complessivo di questa fascia è inferiore rispetto a quello espresso da poche decine di amministratori dei centri più grandi. I grandi comuni della provincia – tra cui Cosenza, Corigliano-Rossano, Rende e gli altri centri sopra i 30 mila abitanti – pur contando poco più di ottanta elettori, generano infatti la quota più consistente di voto ponderato.
In mezzo si collocano le fasce dei comuni tra 5 mila e 10 mila abitanti e tra 10 mila e 30 mila, che spesso diventano l’ago della bilancia delle elezioni provinciali. È qui che si gioca buona parte degli equilibri politici, perché da questi territori arriva una quantità di voto ponderato capace di spostare gli equilibri tra i due schieramenti.
La partita tra Caruso e Faragalli si sviluppa quindi su due piani paralleli: da un lato la capacità di mobilitare i sindaci e i consiglieri dei piccoli centri, che costituiscono la massa del corpo elettorale, dall’altro la conquista del consenso nei comuni più grandi, dove pochi voti possono valere quanto centinaia di altri.
È questo il paradosso delle elezioni provinciali italiane: un voto apparentemente diffuso e capillare, ma in realtà fortemente influenzato dal peso demografico dei territori. Un equilibrio che rende il risultato finale spesso difficile da prevedere fino allo spoglio.
Le operazioni di voto proseguiranno per tutta la giornata e si concluderanno alle ore 20. Subito dopo inizierà lo scrutinio che determinerà non solo il nuovo presidente della Provincia di Cosenza, ma anche la composizione del prossimo Consiglio provinciale, destinato a guidare l’ente nei prossimi anni.