6 ore fa:Corigliano-Rossano, auto si ribalta: paura su viale Mediterraneo
8 ore fa:Il Codex Purpureus Rossanensis celebra dieci anni dall’Unesco con un documentario-evento
6 ore fa:Gattuso riparte dalla Lazio: Co-Ro torna a sognare con Ringhio sulla panchina biancoceleste
6 ore fa:Vaccarizzo celebra l'Arberia: cittadinanza onoraria a Gallo, nuova strada per la Sibaritide e festa del vino arbëreshë
9 ore fa:Caldo, Coldiretti Calabria: «Bene le misure del Governo»
7 ore fa:Crosia, caso “Città Pulita”: Russo attacca la sindaca Aiello: «Si riscrive la storia per coprire i disastri del passato»
5 ore fa:Corigliano-Rossano, dentro il Codex Purpureus ci sono tre primati che non tutti conoscono
7 ore fa:Co-Ro, il talento sale sul palco: successo per il V Gran Galà Musicale dell'Accademia Harmonika
5 ore fa:Altro episodio di violenza nel carcere di Corigliano-Rossano, detenuto aggredisce un agente
8 ore fa:Incendi in Calabria, CISL e FAI CISL: «Senza nuovi forestali non c’è prevenzione efficace»

Maysoon Majidi: presto l'udienza con giudizio immediato. Ferdinando Laghi torna a farle visita

1 minuti di lettura

CASTROVILLARI - «È sempre più provata Maysoon Majidi, l'attivista curdo iraniana detenuta nel carcere di Castrovillari con l'accusa di essere una scafista». Per questa ragione il Consigliere regionale Ferdinando Laghi è tornato a farle visita. 

Sia per valutare le condizioni di salute, dopo averla trovata assai provata la scorsa volta, in occasione dello sciopero della fame - nonostante l'ottimo trattamento riservatole in carcere, - e da rappresentante delle istituzioni, sia alla luce della prossima udienza con giudizio immediato che si terrà il 24 luglio prossimo e sancirà per la Majidi l'inizio del processo vero e proprio.

«Maysoon ha difficoltà ad alimentarsi, basti pensare che ora pesa solo 39 kg - ha dichiarato Ferdinando Laghi al termine della visita - ma ciò che maggiormente mi preoccupa è lo stato di ansia e depressione in cui si trova. La giovane, in effetti, non si rende conto del perché sia sottoposta al regime carcerario, considerato che era in fuga da un regime repressivo che minacciava proprio la sua libertà e la sua stessa vita».

«Questa ragazza, di etnia curda, attivista per i diritti umani in Iran, giornalista e regista, continua a chiedersi perché si trovi ora accusata di un crimine terribile e infamante - continua - un'accusa, quella di essere una "scafista", che mal si coniuga con i principi che hanno sempre ispirato la sua vita e che l'hanno costretta alla fuga; fuga resa possibile dalle elevate somme di denaro pagate dalla sua famiglia, per consentire a lei e al fratello, oggi in Germania, una vita più sicura e migliore».

«Certo una vicenda piena di lati oscuri, che richiedono di essere, e certamente lo saranno, adeguatamente approfonditi e valutati per giungere ad una giustizia giusta, celere e umana» conclude Laghi. 

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.