13 ore fa:Olio sotto assedio: Coldiretti Calabria denuncia i “trafficanti” e il crollo dei prezzi
9 ore fa:Antonio Noé (Nuovo Sindacato Carabinieri) sull'episodio di Co-Ro: «Siamo furiosi. Chiediamo tutele»
11 ore fa:Cardiologia del “Giannettasio”, investimenti e innovazione: «L’obiettivo è l’Emodinamica»
12 ore fa:Saracena: ampliamento del cimitero, dopo oltre sessant’anni si potranno costruire cappelle
11 ore fa:Morte Tonino Sommario, Le Fosse (Pd): «Non è sfortuna, è abbandono»
10 ore fa:Cibo, identità e futuro: il Majorana lancia la campagna “panini identitari”
13 ore fa:Calciomercato Rossanese: ufficiale l’arrivo di Gigi Le Piane
10 ore fa:Anche la Secca di Amendolara tra i Parchi Marini del progetto LIFE TerrAmare
9 ore fa:Ancora violenza, lite tra stranieri degenera in aggressione in viale Aldo Moro: un ferito
12 ore fa:Welfare, la Regione convoca tutti gli Ambiti territoriali sociali: Straface chiama i Comuni a scelte coraggiose

Maysoon Majidi: presto l'udienza con giudizio immediato. Ferdinando Laghi torna a farle visita

1 minuti di lettura

CASTROVILLARI - «È sempre più provata Maysoon Majidi, l'attivista curdo iraniana detenuta nel carcere di Castrovillari con l'accusa di essere una scafista». Per questa ragione il Consigliere regionale Ferdinando Laghi è tornato a farle visita. 

Sia per valutare le condizioni di salute, dopo averla trovata assai provata la scorsa volta, in occasione dello sciopero della fame - nonostante l'ottimo trattamento riservatole in carcere, - e da rappresentante delle istituzioni, sia alla luce della prossima udienza con giudizio immediato che si terrà il 24 luglio prossimo e sancirà per la Majidi l'inizio del processo vero e proprio.

«Maysoon ha difficoltà ad alimentarsi, basti pensare che ora pesa solo 39 kg - ha dichiarato Ferdinando Laghi al termine della visita - ma ciò che maggiormente mi preoccupa è lo stato di ansia e depressione in cui si trova. La giovane, in effetti, non si rende conto del perché sia sottoposta al regime carcerario, considerato che era in fuga da un regime repressivo che minacciava proprio la sua libertà e la sua stessa vita».

«Questa ragazza, di etnia curda, attivista per i diritti umani in Iran, giornalista e regista, continua a chiedersi perché si trovi ora accusata di un crimine terribile e infamante - continua - un'accusa, quella di essere una "scafista", che mal si coniuga con i principi che hanno sempre ispirato la sua vita e che l'hanno costretta alla fuga; fuga resa possibile dalle elevate somme di denaro pagate dalla sua famiglia, per consentire a lei e al fratello, oggi in Germania, una vita più sicura e migliore».

«Certo una vicenda piena di lati oscuri, che richiedono di essere, e certamente lo saranno, adeguatamente approfonditi e valutati per giungere ad una giustizia giusta, celere e umana» conclude Laghi. 

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.