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Da avvocato ad artigiano: la storia di un ragazzo che ha scelto di lavorare con le mani

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CORIGLIANO-ROSSANO – Nelle lampade come in tutte le creazioni, ci sono impresse le emozioni. Cuoio, legno e acrilico le materie prime che Francesco Minnicelli lavora per dar vita a oggetti unici che raccontano di una passione che parte fin da quando era bambino. «Quando ero piccolo – racconta – disegnavo molto ma soprattutto giocavo con la pasta di sale».

Le attività che amiamo fare fin dall’infanzia raccontano di noi molto di più di quello che crediamo e così Francesco, una laurea in giurisprudenza, esame da avvocato ampiamente superato e qualche anno di carriera forense, abbandona le aule di tribunale per stare nel suo laboratorio a bollire il cuoio, incidere il legno e dar vita a prodotti artigianali che partono dalla testa, passano dalle mani e si animano di vita propria in quelle case o in quei negozi che hanno scelto di acquistare le sue creazioni.

«Ho deciso di trasformare la mia grande passione in un lavoro – confessa Francesco -. Inizialmente coltivavo questa vena creativa come un hobby. Anche in famiglia si pensava che questa dovesse essere più un diversivo o un’attività complementare. Poi invece ho capito che era la mia strada».

Ci vuole un pizzico di coraggio ma soprattutto tanta determinazione a lasciare una strada che sembrava già tracciata, quella dell’avvocatura, per imboccare un percorso piuttosto insidioso e anche relativamente inflazionato.

«Se vuoi che la gente scelga di prendere da te un oggetto, che sia una lampada, un soprammobile o una bomboniera, deve raccontare qualcosa di più. Nell’era dell’omologazione e degli oggetti a poco prezzo made in Cina, tanti, troppi e tutti uguali a sé stessi, devi saperti ritagliare la tua nicchia».

E le creazioni di Francesco Minnicelli infatti hanno un’anima e trasudano passione, sacrifici e scelte non facili da effettuare da tutti i lati. Come i suoi dadi a dodici facce in cuoio interamente cuciti a mano utilizzati nei giochi di ruolo e, in questo caso, usati come originalissimi porta dadi a loro volta. Luci per bambini con i loro personaggi preferiti, con dediche o con i loro nomi. Tra le mani di Minnicelli gli oggetti sembrano sviluppare un’anima.

Finora Francesco ha lavorato con il passaparola e su un portale di e-commerce che gli ha consentito di fare arrivare le sue produzioni fino in Germania. C’è una pagina facebook ma a breve sarà online un sito dedicato e finalmente un laboratorio a Rossano. «Ho intercettato un bando di Invitalia grazie al quale sto realizzando un luogo fisico in cui creare ed esporre nella mia città. Lo immagino suddiviso in tre aree: una in cui troveranno posto i miei strumenti come la stampante in 3D e l’incisore laser, una in cui lavoro i materiali – a vista – e una dedicata all’esposizione».

E’ attesa per settembre l’inaugurazione di questo posto magico dove un avvocato ha scelto di dare spazio alla fantasia.  «Per me – dice Minnicelli – lavorare con le mani è un po' come fare meditazione. Stacco il cervello e mi concentro su quello che mi piace». Il creatore di Clementizia, la maschera che unisce le forme geometriche di rimando tipico delle Clementine e della Liquirizia (il tondo e il rombo), con elementi decorativi presenti in alcuni più importanti strutture rappresentative del nostro comune, è stato coinvolto a sua volta nella realizzazione di riconoscimenti per premiare i vincitori di altri concorsi.

«Inizialmente la strada non era totalmente chiara né a me né alla mia famiglia. Vedi – sorride – se tuo figlio dice di voler fare il falegname, sai bene in cosa consiste il suo lavoro. La mia attività è un po' a 360 gradi, spazia dalle insegne dei negozi agli orecchini passando per le maschere. Ma ora la strada mi è molto più chiara e ho trovato la mia dimensione».

 

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare