1 ora fa:Rottamazione tributi a Cariati, Le Lampare: «Chiediamo aiuti mirati e conti in ordine»
4 ore fa:Crosia, il giorno del tradimento: sfiducia contro la sindaca mentre è in ospedale
3 ore fa:Quarti di finale Coppa Calabria: Pallavolo Rossano sfida Silan Volley
5 ore fa:Sacerdote patteggia per tentata rapina all’ex amante: un anno e 4 mesi
1 ora fa:Laino Borgo: la sindaca Russo chiede il ripristino urgente dell'Atm Postale
4 ore fa:Dal sogno della danza al palco di Amici: la storia di Antonio Stillante
2 ore fa:«Valorizzare la Cipolla Bianca di Castrovillari significa promuovere cultura, agricoltura e identità calabrese»
3 ore fa:Amendolara, insediata la Consulta Femminile: nuove iniziative per pari opportunità e partecipazione
24 minuti fa:Tutto pronto per il Carnevale di Calopezzati 2026 con Zoe Live Band in concerto
2 ore fa:Corigliano-Rossano, sanità jonica sotto accusa. Mazza: «A rischio i servizi per il nuovo ospedale»

Il rovere più vecchio al mondo si trova in Calabria... ecco dove

1 minuti di lettura

ASPROMONTE - Ha quasi mille anni e può essere considerato il più antico albero di latifoglie di clima temperato datato al mondo. Ha anche un nome, si chiama Demetra, ed è un antico rovere che si trova nel Parco nazionale dell’Aspromonte, in Calabria. I più esperti sanno che questo tipo di albero è in grado di raggiungere un’età millenaria, ma in questo caso, Demetra ha aumentato la longevità massima conosciuta di oltre 300 anni.

Le analisi di datazione di questo e altri esemplari di rovere sono state condotte grazie all’Ams (Accelerator Mass Spectrometry) presso il Cedad (Center for Applied Physics, Dating and Diagnostics) dell'Università del Salento a Lecce e il metodo usato è stato quello della datazione al radiocarbonio, un metodo di norma utilizzato per datare reperti di origine organica con età non superiore a 60mila anni. Realizzare un campionamento di questi alberi non è stato facile considerato che si trovano in aree della fascia altitudinale altomontana mediterranea difficili da raggiungere, vale a dire pendi ripidi e rocciosi in alta quota. Oltretutto si tratta di alberi vecchi che nella parte interna del fusto sono cavi e pertanto gli anelli più antichi sono spesso mancanti o in avanzato degrado.

Come ha dichiarato qualche tempo fa Antonino Siclari del Parco Nazionale dell'Aspromonte «la scoperta di queste longeve roveri nell'ambiente montano d'alta quota dell'Aspromonte conferma l'elevato livello di naturalità degli ecosistemi forestali nelle aree protette dell'Appennino meridionale». I Parchi Nazionali dell'Aspromonte, così come quelli della Sila e del Pollino si trovano in un vero e proprio hotspot di biodiversità nella parte meridionale della regione mediterranea europea, dove la salvaguardia e la conservazione degli ecosistemi forestali è particolarmente tutelata.

(Fonte ohga.it, foto eccellenzemeridionali.it)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia