2 ore fa:Castrovillari, torna la proposta per la Riserva naturale: «Unica difesa contro lo scempio ambientale»
4 ore fa:San Demetrio Corone protagonista a Bruxelles: il modello dei borghi arriva al Parlamento Europeo
2 ore fa:Alta Velocità Praia-Tarsia, a Tarsia fronte comune per l’opera strategica
1 ora fa:Religioni e pace al centro del ciclo di conferenze dell’Eparchia di Lungro
11 minuti fa:Fagiolo Poverello Bianco, orgoglio di Laino Borgo: tradizione e identità calabresi protagoniste
41 minuti fa:Bullismo, a Corigliano-Rossano l’incontro con Teresa Manes: coscienza e scelte per cambiare il futuro
3 ore fa:Oggi è l'equinozio di primavera: il momento che segna il cambio di stagione
1 ora fa:Cassano Jonio, elezioni CCRR: Greta Mignogna sindaca dei ragazzi con 115 voti
2 ore fa:Morano Calabro, legalità e coscienza civica: il magistrato Angela Cioffi dialoga con gli studenti
3 ore fa:Corigliano-Rossano, a Sant'Angelo cento famiglie appese a un filo... volante

Il rovere più vecchio al mondo si trova in Calabria... ecco dove

1 minuti di lettura

ASPROMONTE - Ha quasi mille anni e può essere considerato il più antico albero di latifoglie di clima temperato datato al mondo. Ha anche un nome, si chiama Demetra, ed è un antico rovere che si trova nel Parco nazionale dell’Aspromonte, in Calabria. I più esperti sanno che questo tipo di albero è in grado di raggiungere un’età millenaria, ma in questo caso, Demetra ha aumentato la longevità massima conosciuta di oltre 300 anni.

Le analisi di datazione di questo e altri esemplari di rovere sono state condotte grazie all’Ams (Accelerator Mass Spectrometry) presso il Cedad (Center for Applied Physics, Dating and Diagnostics) dell'Università del Salento a Lecce e il metodo usato è stato quello della datazione al radiocarbonio, un metodo di norma utilizzato per datare reperti di origine organica con età non superiore a 60mila anni. Realizzare un campionamento di questi alberi non è stato facile considerato che si trovano in aree della fascia altitudinale altomontana mediterranea difficili da raggiungere, vale a dire pendi ripidi e rocciosi in alta quota. Oltretutto si tratta di alberi vecchi che nella parte interna del fusto sono cavi e pertanto gli anelli più antichi sono spesso mancanti o in avanzato degrado.

Come ha dichiarato qualche tempo fa Antonino Siclari del Parco Nazionale dell'Aspromonte «la scoperta di queste longeve roveri nell'ambiente montano d'alta quota dell'Aspromonte conferma l'elevato livello di naturalità degli ecosistemi forestali nelle aree protette dell'Appennino meridionale». I Parchi Nazionali dell'Aspromonte, così come quelli della Sila e del Pollino si trovano in un vero e proprio hotspot di biodiversità nella parte meridionale della regione mediterranea europea, dove la salvaguardia e la conservazione degli ecosistemi forestali è particolarmente tutelata.

(Fonte ohga.it, foto eccellenzemeridionali.it)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia