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La sede dell’ex Tribunale Rossano torna in custodia alla città: «Che tristezza»

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CORIGLIANO-ROSSANO - «Che tristezza!» Così il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, stamattina, mettendo piede per la prima volta ufficialmente dopo dieci anni nella sede dell’ex Tribunale di Rossano (oggi Corigliano-Rossano). Una espressione laconica, reale, non fredda, carica del ricordo di una battaglia persa da tutto il territorio, dalla Calabria! Quella struttura oggi è tornata nelle disponibilità del Comune della terza città della Calabria. Quale sarà il suo futuro ancora nessuno lo sa. Il primo cittadino pare abbia qualcosa in mente, a cosa destinare quell’immobile gigantesco che troneggia sul “cozzo” di Santo Stefano e regna la vista sul centro storico di Rossano a monte e sull’intera piana di Sibari a valle.

Una centrale territoriale delle forze dell’ordine, una sede universitaria, un luogo per le associazioni? Nessuno lo sa.

Anche perché quella ferita lacerante per la chiusura del Tribunale è ancora apertissima. E fa male. Crea stordimento. È il giorno del passaggio di consegne del feretro di un eroe di guerra: che c’è nel corpo ma non più nell’anima. In attesa di una nuova vita.

Lo dice bene Flavio Stasi che gli ultimi suoi ricordi, qui in questo luogo, risalgono a quella calda estate del 2013, allo sciopero della fame fatto insieme all’amico Mauro Mitidieri: uno rivoluzionario nel dna, l’altro avvocato che lottava per un ideale. Da allora le loro strade non si sono mai più divise: il primo oggi è sindaco, l’altro suo fidato assessore e collaboratore. Tutto è partito da qui, per Stasi, Mitidieri e per la stessa Marinella Grillo, anche lei avvocato, oggi presidente del Consiglio comunale, di bianco vestita, quasi a voler sugellare l’apertura di una nuova pagina della città.

Allora, lo dice bene – ricordavamo – Flavio Stasi che in quanto a dialettica passionale rimane maestro: «Oggi ripariamo ad un danno ma rimane la beffa. Ci riappropriamo di un immobile – ha detto il primo cittadino –  della e per la comunità ma rimane quel grande vulnus della privazione del diritto alla giustizia a cui è stato ingiustamente condannato questo territorio».

Alle 10 in punto stamattina, tutti in fila davanti all’ingresso della sede dell’ex tribunale. Ci sono tutti. Il sindaco Stasi, dicevamo, parte della sua Giunta guidata dal vicesindaco Salimbeni; c’è il presidente del Tribunale accorpante di Castrovillari, Massimo Lento; c’è il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Castrovillari, Franco Camodeca, a fare da cerimoniere; ci sono gli avvocati che tra il 2012 e il 2013 presidiarono quello stabile primo dello scippo: Maurizio Minnicelli, Terry Madeo, Gregorio Castagnaro, Raffaella Accroglianò, Lucia Pistola, Vincenzo Renzo, Odette Carignola, che si batterono con valore vedendo il 13 settembre 2013 partire l’ultimo fascicolo dal “loro” palazzo di Giustizia.

Un sopralluogo formale fin sopra la torretta del Tribunale, da dove si gode un panorama bellissimo che va oltre, molto oltre il Pollino. Poi la firma del contratto di consegna, in una delle stanze di quell’immenso stabile, vuoto, un po’ cadente, diventato rifugio per piccioni nelle alte stanze e di topi nei bassifondi. Riqualificarlo impiegherà tempo, denaro e ci vorrà tanta dedizione. Ad apporre la firma su quel foglio notarile, il sindaco Stasi, il responsabile del patrimonio comunale Tonino Uva ed il presidente del Tribunale di Castrovillari, Massimo Lento.

«Riconsegniamo alla città di Corigliano-Rossano – ha detto Lento – una struttura polivalente a servizio dei cittadini». Una struttura buona per “tutte le stagioni” che toccherà ora «agli organi istituzionali competenti riempirla di contenuti e sostanza». «Noi – ha aggiunto il presidente Lento – abbiamo fatto quello che era doveroso fare: effettuare questa restituzione che da dieci anni era bloccata. All’interno rimane una parte dell’archivio che rimarrà qui in custodia e tutto l’archivio storico che invece passa nel patrimonio del Comune di Corigliano-Rossano».

Oggi per lo stabile di Santo Stefano si è chiusa una pagina di storia. Da domani se ne aprirà un’altra sperando che possa essere foriera di grandi e belle novità per la città.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.