Il Consiglio regionale approva all’unanimità la proposta normativa per l’apertura di un Tribunale a Co-Ro
Insieme alla Legge sulla Fusione si tratta dell’atto più importante prodotto negli ultimi anni dall’assemblea calabrese a favore della Sibaritide. Si tratta di un accordo reciproco tra Regione e Stato che non dovrebbe più gestire i costi di gestione
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CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo la Legge sulla Fusione del gennaio 2018 oggi il Consiglio regionale ha scritto una nuova pagina di storia importante, strategica per Corigliano-Rossano e la Sibaritide. Nell’astronave di palazzo Campanella a Reggio Calabria, infatti, l’assemblea calabrese ha votato all’unanimità (e questa è sicuramente un’ottima notizia) una proposta di legge di modifica normativa alla legge 155/2012 sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale. Un documento che traccia le linee per l’apertura di un tribunale nella terza città della Calabria.
La proposta odierna ha come artefice la stessa firma che redasse la legge sulla fusione, quella di Giuseppe Graziano, che nelle settimane scorse ha portato questa nuova idea – che potrebbe cambiare le carte in tavola nella mappa dei tribunali e delle procure calabresi - all’attenzione della Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da un’altra corissanese Luciana De Francesco, trovando, tra l’altro, il sostegno nella presentazione della proposta di legge anche dei colleghi consiglieri regionali Pasqualina Straface e Davide Tavernise; e poi ancora quella dei consiglieri Fedele, Gelardi, Alecci e Cirillo. Insomma, una squadra folta e plurale che rende questa iniziativa ancora più forte.
Perché è stato proprio Graziano, ai margini della seduta assembleare di oggi, a chiedere un impegno trasversale a tutti i rappresentanti dei partiti rappresentati nell’emiciclo parlamentare di Camera e Senato affinché questa legge di modifica normativa che arriverà dalla Calabria, insieme a quelle che si uniranno dalla Campania, dal Lazio, dalla Lombardia e da altre due regioni italiane, non arrivi ad un binario morto.
L’apertura (o la riapertura) di un tribunale a Corigliano-Rossano, del resto, è stata la battaglia di cui, per circa un decennio, si sono fregiati tutti i politici, dal più piccolo al più grande, dal meno al più rappresentativo, di ogni colore politico. Ora c’è un atto concreto, legittimo e reale da cui poter partire e creare i presupposti per restituire a questo territorio un maltolto. Lo si faccia anche perché questa procedura per lo Stato sarà a costo zero. Quindi senza la possibilità di alibi.
La proposta di provvedimento amministrativo approvata oggi in Consiglio regionale, infatti, prevede un accordo reciproco tra Regione Calabria e il Ministero della Giustizia per la gestione della struttura. Tutti i costi logistici del futuribile tribunale, compresi quelli della vigilanza, andrebbero a carico della Regione. Il Ministero, dal canto suo dovrebbe farsi carico delle spese del personale giudiziario. Ma allo stesso tempo andrebbe a risparmiare tanti soldini che oggi si perdono per strada a causa delle spese di cancelleria, di notifica, di spostamenti in genere che avvengono per tutti gli affari giudiziari all’interno del vastissimo territorio afferente al Tribunale di Castrovillari che si estende da Papasidero (sul Tirreno) fino a Bocchigliero (al confine con la provincia di Crotone).
Ovviamente ci auguriamo che a Roma non si continui a ragionare solo con il bilancino e la calcolatrice. Speriamo che si trovi l’opportunità, anche attraverso questa proposta di legge regionale, per rimediare ad un torto inflitto alla Sibaritide che è stata scippata del suo diritto alla giustizia lasciando la Calabria del nord-est in mano alla criminalità.
Questa è l’opportunità giusta per lo Stato di ritornare a fare la voce grossa su questo territorio: quello che tutti si attendono.