3 ore fa:Esondazione Crati e Coscile: 7 unità speciali dei Vigili del Fuoco in campo per fronteggiare l'emergenza
2 ore fa:Asp di Cosenza, scontro sui conti e caos 118: Guccione (Pd) denuncia 33 postazioni senza ambulanza in Calabria
5 ore fa:Corigliano-Rossano, educare alla noia: il metodo di Renzo per rafforzare autonomia e salute mentale
1 ora fa:Cosenza, 87 anni dei Vigili del Fuoco: il 27 febbraio prima cerimonia ufficiale al Comando provinciale
4 ore fa:San Sosti, frana nella frazione Macellara: Gioventù Nazionale sollecita chiarimenti su rischio idrogeologico
5 ore fa:Parco Nazionale del Pollino, il Piano entra ufficialmente in vigore
1 ora fa:Renzo: «Insegnare ai bambini ad annoiarsi è un atto educativo»
2 ore fa:A Morano Calabro parte il progetto “Mai più soli”: telemedicina a domicilio per anziani e fragili
4 ore fa:Cassano, esonda il Crati: Articolo21 chiede stato di emergenza e piano tecnico per la Piana di Sibari
3 ore fa:Rocambolesco incidente sulla Statale 106: auto si ribalta dopo lo scontro con un furgone

Il combattente italiano sul fronte ucraino, figlio di un sequestrato della 'ndrangheta

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – In questi giorni parecchio si è sentito parlare di Ivan Luca Vavassori, l’italiano andato a combattere in Ucraina a fianco dell’esercito di Volodymyr Zelens'kyj.

La storia di Ivan però, è molto più complicata di quanto si potrebbe immaginare e per giunta, legata in parte alla Calabria.

Figlio adottivo di Pietro e Alessandra, imprenditori lombardi, nasce vicino Mosca e viene adottato dalla coppia di italiani all’età di cinque anni. Oggi ventinovenne, sportivo, ha deciso di essere in prima linea sul fronte ucraino.

Ma anche della madre Alessandra Sgarella si sentì parlare parecchio nel 1997, precisamente l’11 dicembre, quando fu sequestrato dalla ‘ndrangheta. Giorni che tennero in apprensione tutta l’Italia sulle sorti della donna imprenditrice, che fu nascosta nella locride per ben nove mesi.

Polemiche su questo caso, in cui il rilascio della Sgarella avvenne ufficialmente a titolo gratuito, dato il congelamento dei beni patrimoniali della famiglia su ordinanza dell’autorità giudiziaria, ma è sempre aleggiato il sospetto che il riscatto sia invece stato pagato, attraverso un’operazione bancaria estero su estero.

Dopo tanti anni dall’accaduto, ritorna sulle pagine dei giornali un episodio che rispolvera una parte della nostra storia, che ormai è lontana, ma mai del tutto dimenticata.

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive