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Ancora divario nord-sud: tasso di laureati in Calabria ‘solo’ del 14,0%, più donne che uomini

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CALABRIA - Da uno nuovo studio in merito al tasso di laureati in Italia del Centro Studi ImpresaLavoro dell’imprenditore Massimo Blasoni, realizzata su elaborazione di dati Istat e condotto nel 2020, emerge che in Calabria il tasso di laureati è del 14%. In Italia, nel 2020 infatti, la media nazionale dei laureati in possesso di un titolo di studio terziario di primo e secondo livello è di 14,5%, a differenza del 2019 in cui la cui percentuale era del 13,9%.

La classifica a livello regionale mostra una maggiore quantità di laureati in Lazio (18,5%). Al secondo posto si trova l’Abruzzo (15,9%), continuando con l’Umbria (15,7%), il Molise (15,6%), Emilia-Romagna (15,5%) e Marche (15,4%). La Calabria, come dicevamo, si pone con una percentuale del 14% tra il Friuli-Venezia Giulia e la Basilicata. La percentuale più bassa di laureati si registra nella provincia di Bolzano (12,1%), seguita dalla Sardegna (12,4%), Sicilia e Puglia (12,5%).

Divario regionale e di genere: Nel 2020 in tutte le regioni italiane risultano aver conseguito il titolo di laurea più le donne rispetto agli uomini. Per la regione Calabria è stato constatato che il tasso di laureati donne e uomini, è rispettivamente: 12,4% e 15,5%. Il Lazio, la regione con più laureati in Italia, possiede anche la percentuale più alta di laureate donne (19,6%), seguita da Abruzzo (17,8%), Umbria (17,7%), Molise (17,6%), Emilia-Romagna e Marche (17,1%).

Per gli uomini le percentuali più elevate di laureati si trovano in Lazio (17,2%), in Lombardia (14,1%), Liguria (14%), Abruzzo (13,9%) e Emilia-Romagna (13,8%). In fondo alla classifica, le regioni con una percentuale inferiore di laureate donne sono la Sicilia e la Puglia (13,5%), al contrario degli uomini laureati che risultano meno in Sardegna (10,3%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (10,5%).

Divario Nord-Sud: Nel 2020 la percentuale più elevata di laureati si trova nell’Italia centrale (17,2%), nettamente superiore alla media italiana (14,9%). Tuttavia, risulta ancora evidente la differenza tra il Nord e Sud del paese, in quanto l’Italia meridionale e Insulare (rispettivamente 13,7% e 12,8%) restano al di sotto della media nazionale. Rimane un divario tra Nord e Sud anche per quanto riguarda l’analfabetismo: l’Italia Meridionale e Insulare (1% e 0,89%) hanno una percentuale più alta rispetto al nord-ovest/est (0,36% e 0,32%), centro (0,34%) e alla media nazionale (0,56%). 

(Fonte foto generazionevincente) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia