Trebisacce porta identità e sapori al Festival dei Borghi più belli d’Italia
La città ha partecipato alla XVIII edizione di Sammichele di Bari con la delegata al Turismo Katia Partecipilo. Tre giorni di promozione tra comunità italiane, prodotti locali e confronto sul futuro dei piccoli centri
TREBISACCE – Dall’ingresso nel circuito nazionale alla vetrina che ogni anno riunisce i borghi italiani. Trebisacce ha partecipato dal 4 al 6 settembre al XVIII Festival Nazionale de “I Borghi più belli d’Italia”, ospitato quest’anno a Sammichele di Bari, portando in Puglia storia, tradizioni e produzioni enogastronomiche del territorio.
A rappresentare il Comune è stata la consigliera delegata al Turismo Katia Partecipilo, impegnata per tre giorni negli appuntamenti e negli spazi dedicati alle delegazioni provenienti da tutta Italia.
Il Festival è uno degli eventi nazionali dell’associazione e nasce proprio come luogo di incontro tra amministratori, comunità, operatori e imprese per promuovere il patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico dei piccoli centri. L’edizione 2026 ha affiancato agli stand incontri dedicati a turismo, resilienza delle comunità, artigianato, cultura e nuove opportunità di sviluppo.
Dall’ingresso nel circuito alla promozione nazionale
Per Trebisacce la partecipazione assume un significato particolare perché arriva poco più di un anno dopo il suo ingresso ufficiale ne “I Borghi più belli d’Italia”.
Il Comune era stato accolto nel circuito nel febbraio 2025 e, nel maggio successivo, aveva ricevuto ufficialmente la Bandiera, al termine di un percorso dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e architettonico del centro storico.
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A Sammichele di Bari quel riconoscimento è diventato quindi uno strumento concreto di promozione, mettendo Trebisacce accanto alle altre realtà italiane appartenenti alla rete.
Anche i prodotti raccontano Trebisacce
Uno spazio specifico è stato dedicato alle produzioni enogastronomiche locali, presentate ai visitatori arrivati da diverse regioni italiane.
Non soltanto una degustazione, dunque, ma un modo per affidare anche al cibo il racconto del territorio: produzioni, tradizioni e identità diventano elementi attraverso cui rendere riconoscibile una destinazione fuori dai propri confini.
È la stessa impostazione del Festival, che per tutta la tre giorni ha ospitato il “Villaggio dei Borghi”, degustazioni, show cooking, artigianato e iniziative dedicate alle specificità delle comunità partecipanti.
Il turismo passa sempre più dalle reti
La presenza al Festival si inserisce in un percorso più ampio con cui Trebisacce sta provando a collocarsi dentro reti nazionali e strategie condivise di promozione turistica.
A maggio l’Amministrazione aveva avviato un confronto con operatori del settore sulla costruzione di un modello di turismo integrato insieme agli altri territori della Sibaritide e dell’Alto Jonio; a luglio il Comune è inoltre entrato nella rete AICOTUR, dedicata al Turismo delle Radici.
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Il circuito dei Borghi è un altro tassello della stessa strategia. Lo scorso giugno Trebisacce aveva già partecipato alla Notte Romantica, iniziativa nazionale dell’associazione che aveva trasformato il centro storico in uno spazio dedicato a cultura, gastronomia e tradizioni.
Tre giorni a Sammichele hanno permesso adesso alla città di confrontarsi direttamente con altre comunità italiane che stanno affrontando la stessa sfida: trasformare identità e patrimonio in capacità di attrazione, senza ridurre il borgo a una semplice cartolina.
La partecipazione a una rete nazionale, però, vale quanto ciò che si riesce a costruire una volta tornati a casa. Ed è proprio qui che per Trebisacce si apre la partita successiva: trasformare contatti, visibilità e appartenenza al circuito in nuove occasioni concrete di visita e permanenza sul territorio.